• Articolo Roma, 4 dicembre 2014
  • Presentata la ricerca realizzata da FISE Unire e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

    L’Italia del Riciclo cresce e rafforza la green economy

  • Le imprese che in Italia svolgono un’attività di recupero dei rifiuti sono in totale oltre 9.000. Il volume d’affari del settore sfiora i 34 mld

L’Italia del Riciclo cresce e rafforza la green economy(Rinnovabili.it) – Tempo di pagelle per le filiere di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. A dare i voti nella materia riciclo e green economy, è ancora una volta il rapporto realizzato da FISE Unire (l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.“L’italia del Riciclo 2014”, presentata questa mattina a Roma, sonda trend e prestazioni del settore della gestione rifiuti da imballaggi, analizzando da vicino le dimensioni economico-finanziarie che il quadro normativo all’interno del quale il comparto oggi si muove.

 

Si scopre così che davvero qualcosa sta cambiando nella sensibilità degli italiani. Nel 2013, nonostante il calo dei consumi familiari e della produzione industriale, il riciclo degli imballaggi è cresciuto: un più 1% in termini assoluti, ma che risulta ancora più evidente analizzando le singole filiere. Vere e proprie punte di eccellenza si sono toccate nel tasso di riciclo di comparti come carta (86%), acciaio (74%) e vetro (65%);  meno positivi i risultati per materiali ottenuti dalla bonifica e dalla demolizione di veicoli fuori uso avviati a reimpiego, riciclo e recupero di energia e la raccolta pro-capite media nazionale di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Difficoltà invece sorgono nella valutazione dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione (pari in teoria a un tasso di recupero del 69%) data l’incompletezza dei dati disponibili sulla produzione reale degli stessi, mentre per la raccolta dei tessili (nel 2013 110.900 tonnellate, pari a una media nazionale di 1,8 kg/ab) c’è ancora molto spazio per ulteriori incrementi.

 

Nel complesso tra filiere che crescono e filiere che ancora devono acquisire il giusto ritmo, il quadro generale è soddisfacente: negli ultimi 5 anni sono aumentati il numero di addetti (+13%) e di aziende (+10%) impegnati nel settore della gestione rifiuti, il 94% delle quali svolge attività di recupero. Il volume d’affari del settore sfiora i 34 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto generato in totale ammonta a circa 8 miliardi di euro ed è quindi valutabile in oltre mezzo punto percentuale del PIL nel suo complesso.

Il riciclo dei rifiuti in Italia potrebbe crescere, generando nuovi investimenti e nuova occupazione, con norme più chiare, certe ed efficaci a partire da quelle, attese da anni, che indichino con precisione a quali condizioni un rifiuto sottoposto ad un trattamento di recupero cessa di essere un rifiuto e diventa un prodotto”, ha affermato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile,“In attesa dei regolamenti europei che richiederanno tempo e saranno parziali, si dovrebbe procedere con un Decreto del Ministro dell’Ambiente, sul modello del DM 5.2.98, che stabilisca caratteristiche  e condizioni almeno per tutte le tipologie di rifiuti non pericolosi che possono essere sottoposti ad un recupero completo, che consentano di arrivare alla cessazione della qualifica di rifiuto (End of waste) applicando i criteri comunitari . Il testo di questo decreto ministeriale, data la sua vastità, può essere preparato in tre mesi da una commissione tecnica ad hoc e con una rapida consultazione di tutte le categorie interessate”.

 

 

ricilo

Riciclaggio imballaggi (migliaia di tonnellate e %) – 2011/2013

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