• Articolo Cambridge, 7 giugno 2012
  • Iniziative più virtuose in quei Paesi che non hanno specifici piani di sostegno

    La “foto” del MIT sulla pianificazione urbana contro il global warming

  • Secondo la ricerca pubblicata ieri, le città che meglio si starebbero preparando ad affrontare il cambiamento climatico sarebbero quelle asiatiche e quelle dell’America Latina

(Rinnovabili.it) – Nel mondo, ci sono alcune metropoli che meglio di altre si preparano ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico e nella maggior parte dei casi si tratta di città povere, spesso anche piccole, per le quali però il climate change rappresenta una vera e propria minaccia per la sopravvivenza. A sfatare il mito che solo i centri urbani più ricchi possano riuscire a far fronte a questo problema è stata la Ricerca presentata ieri dal Massachussets Institute of Technology (MIT), secondo la quale le città dell’America Latina e quelle asiatiche sarebbero all’avanguardia in una pianificazione urbana capace di fronteggiare meglio le conseguenze del riscaldamento globale.

I dati parlano chiaro: il 95% dei principali centri urbani dell’America Latina avrebbero un piano d’azione ben preciso; negli Stati Uniti, invece, solo il 59% delle città lo avrebbe messo a punto. Il dato interessante rilevato dalla ricerca è che i casi virtuosi proverrebbero proprio da quei Paesi in cui, pur non essendoci esplicite politiche di sostegno per l’adattamento, i governi locali si sono attivati per mettere a punto piani e intraprendere azioni mirate. In tanti altri Paesi, invece, come nel caso degli Stati Uniti, la questione è più complicata da gestire perché politicizzata e poco attenta a promuovere la resilienza, nel lungo termine, dei centri urbani. Per i ricercatori del MIT, poi, fondamentale sarà iniziare a guardare le proiezioni, dato che sarà necessario prepararci a impatti più variabili e più grandi di quelli sperimentati in passato.