• Articolo Pechino, 22 febbraio 2013
  • L’espressione fu usata per la prima volta nel 2009 da un giornalista

    La Cina ammette: l’inquinamento ha creato i “villaggi del cancro”

  • Diversi anni dopo le prime denunce, il governo cinese riconosce l’esistenza nel Paese di aree così inquinate da registrare una maggiore incidenza di tumori

La Cina ammette: l’inquinamento ha creato i "villaggi del cancro"(Rinnovabili.it) – Decenni di inquinamento sconsiderato hanno generato sul territorio dei veri e propri “villaggi del cancro”. Il Governo cinese ammette così per la prima volta i danni provocati dalla sua sfrenata corsa allo sviluppo. Una dichiarazione forte e troppo a lunga aspettata, rilasciata in queste ore dal ministro della Protezione Ambientale cinese nella redazione del nuovo piano quinquennale di lotta all’inquinamento. “Negli ultimi anni, il rilascio di sostanze chimiche , tossiche e pericolose, ha causato parecchi disastri ambientali e l’interruzione delle forniture di acqua potabile, portando a gravi danni alla salute e problemi sociali come i villaggi del cancro”, si legge nel documento.

 

Gli ambientalisti hanno condotto una lunga campagna di protesta affinché il governo riconoscesse e aiutasse i centinai di casi di tumori causati dall’avvelenamento di suolo, acqua o aria. Nel 2009, il giornalista Deng Fei aveva contribuito a tracciare la mappa di alcuni dei villaggi più colpiti su una mappa di Google coniando per la prima volta il termine “villaggi del cancro”. Per l’attivista cinese Ma Jun si tratta senza dubbio di uno “sviluppo positivo”. “Il riconoscimento dell’esistenza dei problemi è il primo passo e il presupposto per iniziare davvero a risolverli”.