• Articolo Milano, 1 febbraio 2012
  • A rischio 75 ha/giorno nei prossimi venti anni

    La road map anti-cemento di FAI e WWF

  • Presentato oggi il dossier che analizza il consumo del suolo in Italia e avanza alcune proposte per porre fine al problema

(Rinnovabili.it) – La perdita del territorio è un processo in crescita e irreversibile che sottrae all’ambiente e alla collettività tesori naturalistici e paesaggistici, terreni agricoli e spazi di aggregazione sociale. È quanto emerge da “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare”, il dossier presentato oggi da FAI e WWF secondo il quale nel prossimo ventennio le aree urbane occuperanno circa 600.000 ettari, pari a una perdita di suolo quotidiana di 75 ettari. Tra le cause prese in considerazione dal dossier, ci sono: gli abusi edilizi, che dal 1948 a oggi sono stati 4,5 milioni, pari a 75.000 all’anno e 207 al giorno; le cave, che mutilano il territorio escavando milioni di tonnellate di inerti, argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali; grandi opere infrastrutturali, che mettono a rischio aree protette e siti di interesse comunitario; la diminuzione della Superficie Aziendale Totale, della Superficie Agricola Utilizzata e delle aziende agricole e zootecniche; il rischio di desertificazione, un fenomeno al quale il territorio italiano è sensibile. Quali dunque le soluzioni? Per FAI e WWF bisognerebbe imporre severi limiti all’urbanizzazione, censire gli effetti dell’abusivismo edilizio su scala comunale, dare priorità al riuso dei suoli, rafforzare la tutela delle nostre coste e proteggere i fiumi.