• Articolo Roma, 11 luglio 2018
  • La Regione Lazio presenta la prima strategia anti-plastica

  • Dal premio “Comune Plastic Free” al recupero dei rifiuti dispersi in mare: la Regione presenta le azioni per contrastare l’inquinamento da plastica sul territorio

strategia anti-plastica

(Foto di Regione Lazio)

 

 

Ecocompattatori e pescatori spazzini nella nuova strategi anti-plastica

(Rinnovabili.it) – Anche il Lazio abbraccia la lotta ai rifiuti plastici. La Giunta ha presentato ieri la memoria “Lazio Plastic Free”, strategia anti-plastica contenente una serie di azioni implementante o da implementare per contrastare uno dei più diffusi problemi ambientali del pianeta. Come spiega Massimiliano Valeriani, assessore Politiche abitative, Urbanistica e Ciclo dei Rifiuti “Le linee guida del piano regionale sono contenute in una memoria approvata oggi dalla Giunta al fine di definire l’impegno dell’amministrazione sulla sensibilizzazione alle buone pratiche nella raccolta differenziata degli imballaggi di plastica”.

Il piano contiene complessivamente 10 misure in cinque campi d’azione – riduzione, recupero, riciclo, rigenerazione e riuso – restituendo un approccio al problema a 360°. “Negli ultimi anni  – ha commentato il presidente della Regione, Nicola Zingarettiabbiamo speso 180 milioni per la riconversione green delle imprese, e ora siamo la seconda regione: eravamo quarti. Sono investimenti che hanno un impatto immediato. Abbiamo poi già realizzato 155 interventi sul settore energetico su palazzi, scuole e municipi risparmiando 4 milioni l’anno. Abbiamo alle spalle una stagione in cui abbiamo molto investito. Oggi apriamo un altro fronte che vuole trasformare il ciclo aggredendo nodi strutturali come quello della plastica”.

 

 

Cosa prevede, nel dettaglio, la nuova strategia anti-plastica del Lazio:

1.La definizioni di accordi che favoriscano la riduzione degli imballaggi in plastica e il recupero delle eccedenze alimentari. Il lavoro è già iniziato e coinvolgerà da vicino strutture pubbliche come gli ospedali.

 

2.L’istituzione del Premio Comune Plastic Free, per incentivare agli enti locali attivi sul fronte della lotta all’inquinamento da materie plastiche.

 

3.Il recupero e lo studio della plastica in mare, grazie anche alla collaborazione dei pescatori.

 

4.L’installazione di ecocompattatori di rifiuti nei principali punti vendita.

 

5.La disposizione di agevolazioni per Comuni e imprese che diminuiranno la produzione di rifiuti plastici. “La Regione – si legge in una nota stampa – investe 2 milioni di euro per sostenere l’applicazione della Tarip, tariffa puntuale sui rifiuti, nei Comuni del Lazio. Il prossimo autunno partirà il primo bando”.

 

6.L’introduzione della figura del Green Manager per la corretta gestione del ciclo dei rifiuti negli Enti Pubblici, negli ospedali, negli istituti scolastici e nelle grandi aziende.

 

7.La realizzazione dei centri per il riuso, con l’obiettivo di aprirne almeno uno in ogni provincia del Lazio, oltre ad uno o due nella città di Roma.

 

8.La realizzazione di una filiera industriale per il riciclo della plastica attraverso l’applicazione di innovazioni tecnologiche e la realizzazione di specifici impianti a chiusura del ciclo.

 

9.L’introduzione di criteri di merito sugli appalti regionali per chi non usa plastica o usa plastica riciclata nelle amministrazioni e nei servizi pubblici.

 

10.Il lancio di campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale nei Comuni e nelle scuole del Lazio.

Un Commento

  1. Domenico Tommaso Pag
    Posted luglio 18, 2018 at 10:45 am

    D’accordissimo sugli eco compattatori ma questi potranno essere installati non solo nei principali punti vendita, ma andrebbero avviate delle procedure di finanziamento da destinare ai Comuni Virtuosi che attraverso gli eco compattatori potranno far partire progetti locali per il recupero selettivo delle bottiglie in PET con sistemi di incentivazione diretta al Cittadino. A questo proposito esistono già degli esempi virtuosi nel Lazio che hanno realizzato progetti di questo tipo coinvolgendo la Cittadinanza, le scuole e le attività produttive del territorio, come ad esempio il Comune di Ponza sulla omonima Isola ed il Comune di Formello.
    Tutto questo a patto che gli eco compattatori utilizzati come nel caso dei due esempi sopra citati abbiano il sistema di riconoscimento del materiale a bordo e siano in grado di certificarne la qualità, altrimenti diventerebbero dei semplici cassonetti dove tutti possono inserire di tutto e questo svilirebbe il concetto di valorizzazione dell’iniziativa.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *