• Articolo Bremerhaven, 11 maggio 2012
  • Un team di ricercatori tedeschi e britannici

    Le banchise dell’Antartico come tappi di bottiglia

  • Le banchise Mare di Weddell potrebbero iniziare a sciogliersi mettendo a rischio le baie ora protette dall’arrivo di masse di ghiaccio discioltosi a causa del global warming

(Rinnovabili.it) – Il Filchner-Ronne Ice Shelf, ovvero la maggiore banchisa antartica nel Mare di Weddell, potrebbe iniziare a sciogliersi rapidamente perdendo il suo ruolo di barriera per i flussi di ghiaccio che provengono dal West Antarctic Ice Sheet.

Questo è il nuovo avvertimento lanciato da un gruppo di ricercatori sul clima finanziato dall’Unione europea. Utilizzando vari modelli di calcolo, la squadra ha dimostrato che l’aumento della temperatura dell’aria al di sopra dell’area sud-est del Mare di Weddell potrebbe portare grandi masse di ghiaccio a scivolare nell’oceano entro i prossimi sei decenni. La ricerca, supportata dall’ICE2SEA (‘La stima del contributo futuro del ghiaccio continentale a livello del mare’), è sostenuta con circa 10 milioni di euro nell’ambito del tema ‘Ambiente’ del Settimo programma quadro dell’UE (7 ° PQ).

Pubblicato sulla rivista Nature, lo studio redatto dal team composto da scienziati provenienti dalla Germania e dal Regno Unito diffonde l’ipotesi diffusa che piattaforme di ghiaccio nel Mare di Weddell sarebbero immuni agli effetti diretti del riscaldamento globale a causa della posizione periferica. Fino ad ora, molti esperti del settore hanno creduto che le conseguenze del riscaldamento globale per l’Antartide sarebbero risultate evidenti soprattutto nel Mare di Amundsen, ovvero nella parte occidentale dell’Antartide.

Tra gli autori principali dello studio, il dottor Hartmut Hellmer dell’Istituto Alfred Wegener per la Ricerca marina e polare (AWI), commenta l’urgente necessità di iniziare quindi a guardare verso est: ‘Il Mare di Weddell non era sui monitor, perché tutti abbiamo pensato che a differenza del Mare di Amundsen, le sue acque calde non sarebbero state in grado di raggiungere le piattaforme di ghiaccio. Ma abbiamo trovato un meccanismo che spinge l’acqua calda verso la costa con un impatto enorme sul Filchner-Ronne Ice Shelf nei prossimi decenni’. Le piattafome, ha proseguito il dott. Hellmerr, sono come una sorta di tappo di bottiglia, che bloccano i flussi alle loro spalle. Qualora assottigliandosi cominciassero a muoversi potrebbero lasciare ai flussi di ghiaccio sciolto lo spazio per passare, causando un innalzamento pericoloso dei livelli delle baie ora protette. I modelli di studio mostrano infatti che l’aria più calda potrebbe assottigliare il ghiaccio marino attualmente solido presente nel sud del Mar Weddell e renderlo più fragile e soggetto a movimento nei prossimi decenni.