• Articolo Bruxelles, 12 marzo 2012
  • A rischio anche 1.000 posti di lavoro

    Le compagnie aeree dicono no all’ETS

  • In una lettera congiunta ai primi ministri di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito, 9 compagnie aeree chiedono soluzioni per evitare che l’ETS sfoci in un conflitto commerciale

(Rinnovabili.it) – Un’azione per fermare l’escalation del conflitto commerciale con la Cina e con gli altri Paesi che si oppongono all’Emission Trading System (ETS) europeo. È quanto chiedono in una lettera congiunta gli amministratori delegati di 9 compagnie aeree (Airbus, Air Berlin, Air France, British Airways, Iberia, Lufthansa, MTU Aero Engines, Safran Virgin Atlantic) ai primi ministri di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito, con l’intento di evitare che il business aeronautico europeo subisca gravi conseguenze. Secondo le compagnie, infatti, l’obbligo al pagamento di una tassa per il sorvolo dello spazio aereo europeo potrebbe portare alla cancellazione dei voli, ad azioni punitive oppure, come nel caso della Airbus, mettere a rischio 1.000 posti di lavoro a causa della cancellazione da parte della Cina di 12 miliardi di dollari di ordini. Conseguenza che, nel clima economico attuale, l’Europa non può permettersi.

L’azione congiunta nasce proprio in questo contesto e, oltre a esprimere una formale opposizione al sistema europeo dello scambio delle emissioni, intende trovare una soluzione di compromesso prima che sia troppo tardi. I firmatari della lettera congiunta ritengono che sia urgente procedere a consultazioni all’interno del Consiglio dell’Unione Europea, ma rimangono comunque convinti che il problema dell’ETS possa essere risolto solo trovando una soluzione globale al problema.