• Articolo Napoli, 11 aprile 2013
  • Un appello lanciato dall'Associazione ambientalista

    Italsider: Legambiente commenta il maxi sequestro di Bagnoli

  • La procura di Napoli ha posto sotto sequestro le aree ex Italsider ed ex Eternit. I ritardi nelle bonifiche fanno partire l’accusa di disastro ambientale, indagati 21 ex dirigenti

(Rinnovabili.it) –Rimbalza da stamane tra le agenzie di stampa la notizia del maxi sequestro dell’area dell’ex Italsider di Bagnoli e dell’ex Eternit entrambe nella periferia di Napoli nell’ambito dell’indagine che vede indagati 21 ex dirigenti di vari enti locali e della società Bagnolifutura incaricata negli anni scorsi del risanamento dell’area. All’ipotesi di disastro ambientale però il vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani ha dichiarato “La gravissima vicenda della mancata bonifica dell’area di Bagnoli, così come viene ipotizzata dalla procura di Napoli che ne ha disposto il sequestro per disastro ambientale, non ci stupisce ed è purtroppo esemplificativa di come rischi di essere stata praticata una parte del risanamento dei siti inquinati in Italia. Connivenze, conflitti d’interesse, comportamenti dolosi, illegalità e omertà sono tristemente di prassi nel nostro paese, come dimostrano le storie raccolte da anni nel nostro rapporto Ecomafia, e questo riguarda anche la gestione del recupero ambientale dei siti inquinati”.

Le operazioni di bonifica in ritardo rispetto alla chiusura degli impianti e interventi poco trasparenti fanno capire che l’Italia ha bisogno di cambiare pagina per evitare gli sprechi di denaro pubblico e sono la base di crescita del numero di casi si malattie provocate dallo smog e dal rilascio di sostanze inquinanti. “Da anni chiediamo di replicare il modello Usa attivato con la legge del Superfund del 1980. Solo così riusciremo a rendere concreto il risanamento ambientale, che fino a oggi è stato una chimera”.