• Articolo Roma, 8 gennaio 2013
  • Nella legge di conversione del Decreto Sviluppo

    Legambiente: l’Italia azzera la Direttiva Nitrati

  • La denuncia dell’associazione ambientalista nei confronti del provvedimento che azzera per un anno quanto imposto dall’Unione Europea in materia di fertilizzanti

(Rinnovabili.it) – Legambiente si appella alla Comunità Europea e punta i riflettori sull’emendamento inserito nella legge di conversione del Decreto Sviluppo che sospende quanto imposto da Bruxelles in materia di fertilizzanti per l’agricoltura. L’articolo in questioni, infatti azzera per un anno la “direttiva nitrati”, la norma del 1991, che stabilisce limiti all’impiego di questo tipo di concimi per impedire l’inquinamento di fiumi e laghi. “Non esitiamo a definire grave e irresponsabile questo testo – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – perché l’attuazione della direttiva nitrati richiede investimenti fondamentali per il risanamento delle acque superficiali e dei bacini marini del nostro Paese. E perché aprire un simile conflitto con le norme comunitarie significa vanificare gli investimenti fatti da migliaia di imprenditori agricoli onesti, e esporre la nostra agricoltura al rischio di un severo taglio delle misure di sostegno comunitario, vincolato al fondamentale rispetto delle norme in materia di tutela ambientale”.

 

L’associazione ha inviato una denuncia alla UE  chiedendo l’immediata attivazione dei poteri dell’esecutivo per ripristinare la certezza del diritto comunitario nel nostro Paese. “Siamo consapevoli che la direttiva nitrati sottopone a forte pressione il settore agrozootecnico del nostro Paese – aggiunge Cogliati Dezza – e che vi sono meccanismi di attuazione che non premiano adeguatamente le buone prassi né scoraggiano sufficientemente l’abuso di fertilizzanti chimici. Per questo, ben venga l’apertura di tavoli di verifica e di rimodulazione dell’attuazione della norma. Ma riteniamo intollerabile che il nostro legislatore possa pensare di risolvere i problemi stabilendo la libertà di inquinare attraverso un colpo di spugna su norme che devono valere per tutti i Paesi membri”.