• Articolo Roma, 26 luglio 2012
  • L'Europa pubblica la nuova Direttiva 2012/19/Ue

    RAEE, arriva l’Uno contro zero

  • Pubblicata in Gazzetta la Direttiva RAEE 2012/19/Ue appare più rigorosa, con un nuovo metodo di calcolo dei volumi di rifiuti e nuovi obiettivi da raggiungere

(Rinnovabili.it) – E’ stata pubblicata il 24 luglio in Gazzetta Ufficiale la nuova Direttiva sui Rifiuti elettronici (Direttiva RAEE 2012/19/Ue). Da adesso gli Stati Membri avranno tempo fino al 14 febbraio 2014 per recepire la Direttiva e adeguarsi alle nuove specifiche contenute nel testo, includendole nelle legislazioni nazionale.

Immediata la soddisfazione del Centro Coordinamento RAEE italiano, che lo definisce un passo fondamentale per il nostro paese, ma anche una sfida.

“La pubblicazione della nuova Direttiva – commenta Danilo Bonato, Presidente del Centro di Coordinamento RAEE – costituisce un passo molto importante per l’ulteriore crescita del settore del riciclo degli apparecchi elettrici ed elettronici a fine vita. L’aumento degli obiettivi di raccolta è per l’Italia una sfida che dobbiamo essere in grado di affrontare con determinazione e vincere. Per questo auspichiamo un processo di recepimento rapido da parte del Legislatore Italiano e mettiamo a sua disposizione tutto il nostro supporto per definire le norme specifiche che possano dare una spinta al sistema di gestione dei RAEE nel nostro Paese”.

La prima novità è l’aumento degli obiettivi di raccolta: è stato definito un nuovo modo di calcolare il volume di rifiuti, che non verrà più espresso in chilogrammi per abitante ma in quantitaà di RAEE raccolti a seconda del volume di prodotti tecnologici immessi nel mercato nei 3 anni precedenti. Da qui la decisione di innalzare gli obiettivi: entro il 2016 si dovranno raccogliere 45 tonnellate di RAEE per ogni 100 tonnellate di nuovi apparecchi elettronici immessi sul mercato (una quantità che diventerà di 65 tonnellate nel 2019). Utilizzando il vecchio metodo di calcolo questo significa che l’Italia dovrà passare da una media pro capite di 4,2 kg ai circa 7,5 richiesti entro il 2016 e i 10 kg/ab nel 2019.

Ma a sorprendere è l’introduzione, negli esercizi commerciali con una superficie superiore ai 400 metri quadrati, dell’Uno contro zero per i RAEE di piccole dimensioni. In questo modo sarà possibile consegnare nei punti vendita i dispositivi non più funzionanti senza l’obbligo di acquisto di un nuovo AEE (Apparecchiatura Elettrica o Elettronica) come invece richiesto dal decreto Uno contro Uno attualmente in vigore. Contemporaneaneamente sono anche state definite regole più severe che eviteranno il traffico illegale dei RAEE verso i paesi in via di sviluppo, dove le condizioni sanitarie e gli obblighi ambientali non vengono rispettati.

“Siamo nel complesso soddisfatti dei contenuti della nuova Direttiva – prosegue Bonato – e del fatto che alcuni aspetti siano stati introdotti grazie al confronto con gli stakeholder internazionali. Come, ad esempio, nel caso della visibilità dell’eco-contributo su cui abbiamo avuto modo di dialogare con i legislatori europei durante il WEEE Eurosummit di Roma dello scorso anno. Ci auguriamo che questo spirito sia presente anche in fase di recepimento in modo da correggere alcuni aspetti che ancora oggi frenano il raggiungimento delle medie europee di raccolta. Penso ad esempio al Registro dei Produttori di RAEE che diventa fondamentale per il calcolo dei quantitativi immessi sul mercato, ma che ancora oggi in Italia stenta ad attivarsi. Oppure alla possibilità di creare delle semplificazioni nel ritiro “uno contro uno” che in altri paesi rappresenta un canale in grado di raccogliere quasi il 40% di RAEE dei consumatori”.