• Articolo Roma, 11 febbraio 2013
  • Pubblicato il VII Rapporto annuale dell'Istituto

    L’ISPRA pubblica “Gli indicatori del clima in Italia”

  • Un rapporto sul clima che evidenzia le tendenze climatiche degli ultimi 50 anni mette sotto accusa il 2011, anno caldo e poco piovoso

(Rinnovabili.it) – Il 2011 è stato un anno particolarmente caldo per il nostro paese. Temperature record e ondate di calore hanno caratterizzato un’estate davvero bollente, calda come non si registrava dal 1961 e particolarmente difficile in tutto il Pianeta.

A livello globale l’anno in questione è stato definito l’ottavo anno più caldo come riferisce l’ISPRA, autrice del rapporto che ha messo in evidenza le anomalie climatiche del paese. Nell’anno preso in considerazione dall’Istituto la temperatura in Italia è stata più alta di 1,23 gradi centigradi, con effetti sul numero dei giorni di gelo registrati nell’inverno. I giorni registrati con temperature sotto lo zero hanno infatti toccato l’ottavo minimo dal 1961 e quelli caldi sono invece al sesto posto negli ultimi 50 anni.

 

Queste sono solo alcune delle informazioni contenute nel VII Rapporto annuale ISPRA “Gli indicatori del clima in Italia”, raccolta di dati sull’andamento del clima e la stima delle variazioni e tendenze negli ultimi 50 anni resa possibile dalla collaborazione con la SCIA, il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati climatologici di interesse ambientale, realizzato dall’ISPRA, in collaborazione, in particolare, con Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, Unità di Ricerca per la Climatologia e la Meteorologia applicate all’Agricoltura (CRA-CMA), nove Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), Servizio Agrometeorologico Siciliano (SIAS), Servizio Agrometeorologico delle Marche.

L’anomalia positiva registrata si è rivelata meno marcata scendendo da Nord a Sud dove il Nord ha toccato il +1,83°C, il Centro +1,38°C, il Sud e le Isole +0,84°C con un dato in comune: luglio è stato per tutti il mese più caldo.

Diversa la situazione delle piogge: analizzando i dati registrati dalle 800 stazioni di monitoraggio a disposizione del territorio è stato stabilito che nel 2011 è piovuto piove meno, anche se i dati non sono così preoccupanti. Dall’analisi delle serie annuali emerge che negli ultimi 50 anni al Nord le precipitazioni sono diminuite ma in modo poco significativo, mentre al Centro si registra una diminuzione media pari a -0,35%/anno.

 

Il documento ISPRA ha anche fornito una visione globale delle variazioni climatiche avvenute negli ultimi 50 anni dichiarando che il 2011 è stato un anno climaticamente intenso per tutto il pianeta. Ad esempio El Niño sviluppatosi nei primi e negli ultimi mesi del 2011 ha determinato il prevalere di anomalie termiche negative su gran parte dell’Oceano Pacifico Tropicale centro-orientale, che hanno raggiunto la massima intensità a largo delle coste occidentali dell’America settentrionale e del Pacifico meridionale, con valori inferiori a -3°C.

La serie di anomalie termiche negative e positive ha inoltre causato l’intensificarsi delle piogge: in Australia il 2011 è stato il terzo anno più piovoso degli ultimi 112 anni.