• Articolo Roma, 8 giugno 2012
  • La presentazione del documento è avvenuta stamane a Roma

    L’ISPRA pubblica il Rapporto Rifiuti 2012

  • Sale il volume dei rifiuti solidi urbani, ma al contempo crescono le percentuali di raccolta differenziata e scende il numero delle discariche

(Rinnovabili.it) – Buone nuove dall’Ispra. L’Istituto, che stamane ha presentato il Rapporto Rifiuti 2012, ha sottolineato un aumento del volume di Rifiuti Solidi Urbani che però corrisponde ad una crescita delle percentuali di raccolta differenziata e un calo del trasporto in discarica.

Nel 2010, viene sottolineato nel documento, la produzione di RSU ha toccato i 32,5 milioni di tonnellate, con un aumento dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Ma l’aumento maggiore in Italia è stato registrato nelle regioni del centro della penisola dove il +1,9% è stato seguito dal + 1,3% del nord e dallo 0,4% del sud. Ogni abitante del centro ha quindi prodotto circa 9 chilogrammi di rifiuti in più rispetto all’anno precedente, 3 kg al nord e 2 al sud con una media nazionale che tocca i 4 chili procapite.

Le cose cambiano però se lo sguardo si rivolge all’Europa: i dati diffusi da Eurostat hanno evidenziato che nel 2010 l’UE 27 ha prodotto circa 252,5 milioni di tonnellate di RSU con un calo dell’1,1% rispetto al 2009.

Il triste primato per la maggiore produzione di rifiuti va all’Emilia Romagna, con 667 kg di RSU procapite, a seguire la Toscana con 670 kg per abitante), la Val D’Aosta (623 kg), la Liguria (613 kg) e il Lazio (599 kg). Bene il Molise, che ha registrato un calo di 13 kg a persona toccando quota 413 kg anche se la produzione minore in assoluto si registra in Basilicata dove sono solamente 377 i kg prodotti per abitante all’anno. Cresce invece la quota di RSU prodotta in Campania dove sono 478 i kg prodotti da ogni cittadino (+11 kg rispetto al 2009).

I NUMERI DELLA DIFFERENZIATA In cima alla lista il Veneto, con il maggior volume di rifiuti differenziati: la regione ha infatti raggiunto il 58,7% (+1,2% rispetto al 2009), seguita da Trentino Alto Adige (57,9% e una posizione stabile) e Piemonte (50,7%). Nell’area centrale della penisola il primato è delle Marche con un 39,2% (+9,5%), a ruota seguono la Toscana con il 36,6%, (+1,4% rispetto all’anno precedente), Umbria (32%) e Lazio (16,5%). Al Sud, la raccolta differenziata in Campania si attesta al 32,7%, con picchi superiori al 50% a Salerno e 50% ad Avellino. Il capoluogo di regione, Napoli, nonostante l’emergenza rifiuti, ha raggiunto il 26,1%, a dispetto del 24,4% del 2009.

Con buoni livelli di raccolta differenziata si evita infatti il conferimento in discarica di gran parte dei rifiuti: gli RSU destinati ai siti di stoccaggio nel 2010 ammontano a 15 milioni di tonnellate, facendo registrare, rispetto alla precedente indagine dell’ISPRA, una riduzione del 3,4%, pari a 523 mila tonnellate. Il numero dei siti operativi, a causa della chiusura degli impianti minori, si ferma a 211, 19 in meno rispetto all’anno precedente.

Sono invece 50 sul territorio gli inceneritori attivi, la maggior parte dei quali (56%) localizzati al nord tra Lombardia ed Emilia Romagna.