• Articolo Oslo, 15 giugno 2018
  • Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide procede velocemente

  • I dati dell’Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE) sono stati pubblicati su Nature. Dal 1992 ad oggi l’aumento del livello del mare è stato di 7,6 millimetri

scioglimento dei ghiacci

Lo scioglimento dei ghiacci è aumentato arrivando a 219 miliardi di tonnellate all’anno dal 2012, rispetto ai 76 miliardi di tonnellate precedenti

(Rinnovabili.it) – Dall’inizio degli anni ’90 lo scioglimento dei ghiacci in Antartide è proseguito a ritmi sostenuti, tanto che il livello del mare è aumentato di quasi un centimetro, esponendo a grandi rischi le coste. A dirlo è l’Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE), lo studio pubblicato il 13 giugno su Nature che ha visto il contributo di 44 enti come agenzie spaziali e centri di ricerca e di 84 scienziati, e che ha basato le sue analisi su 24 diversi rilievi satellitari. Per essere più precisi dal 1992 ad oggi l’aumento del livello del mare è stato di 7,6 millimetri. Il continente di ghiaccio ha perso quasi tre trilioni di tonnellate di ghiaccio tra il 1992 e il 2017. E lo scioglimento del ghiaccio è aumentato toccando i 219 miliardi di tonnellate all’anno dal 2012, rispetto ai 76 miliardi di tonnellate precedenti. “Il forte aumento è una grande sorpresa”, è stato il commento di Andrew Shepherd dell’Università di Leeds e tra gli autori del rapporto. “La fusione della calotta antartica sta facendo salire il livello del mare più velocemente che in qualunque periodo degli ultimi 25 anni”, ha aggiunto Shepherd.

 

Un solo millimetro di innalzamento globale del livello del mare equivale a 360 miliardi di tonnellate di ghiaccio fuso: per rendere l’idea bisogna immaginarsi un gigantesco cubo di ghiaccio con i lati della lunghezza di circa sette chilometri che si scioglie. La scomparsa dei ghiacci causato dai cambiamenti climatici, tuttavia, viaggia a velocità diverse. Nell’Antardide Occidentale la fusione avanza più velocemente rispetto alla calotta dell’Antartide Orientale che mantiene il suo equilibrio. I dati allarmanti riportati dall’Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise confermano quelli del report delle Nazioni Unite che, nel 2014, evidenziò come i mari potrebbero salire tra i 30 centimetri e un metro. Secondo Andrew Shepherd l’Antartide è ora nelle condizioni di poter contribuire all’innalzamento dei livelli del mare di circa 15 cm entro il 2100. Una stima che supera quelle del passato. Tutte previsioni che si riversano anche su eventuali future catastrofi naturali: le inondazioni costiere potrebbero diventare molto più dannose e l’innalzamento del livello del mare rappresenterebbe sempre più una minaccia per le città da New York a Shanghai e per le nazioni che si trovano ad un livello basso, da quelle dell’Oceano Pacifico ai Paesi Bassi.

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