• Articolo Londra, 23 ottobre 2017
  • La misura entra in vigore oggi

    Londra lancia una nuova tassa sull’inquinamento automobilistico

  • Per attraversare il distretto finanziario e West London un’auto immatricolata prima del 2006 dovrà spendere quasi 25 euro. Così il sindaco Khan combatte l’inquinamento

inquinamento

 

Contro l’inquinamento Londra aumenta le tasse

(Rinnovabili.it) – Per i veicoli più inquinanti a Londra ci sono solo due certezze: le tasse e la morte. Rigorosamente in quest’ordine, perché da oggi l’amministrazione lancia una nuova imposta sull’inquinamento generato dai veicoli desueti che passano per un preciso quadrante cittadino, quasi raddoppiando il prezzo da pagare fino a ieri.

Chi possiede un’auto deve già spendere 11,50 sterline di tassa sul traffico per entrare nel distretto finanziario e attraversare West London. Adesso, chi guida mezzi a benzina e diesel immatricolati prima del 2006 dovrà pagare altre 10 sterline. Un fatto che potrebbe scoraggiare molti amanti delle quattro ruote, inducendoli a privilegiare il trasporto pubblico. Al contrario di alcune città italiane, una su tutte Roma, la metropolitana e il sistema di bus nella capitale inglese funziona piuttosto bene, fornendo una reale alternativa a chi decide di abbandonare i mezzi privati.

 

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Con questa misura, Londra si aggiunge ad altre importanti città che stanno tentando di scoraggiare il traffico automobilistico dopo lo scandalo Volkswagen del 2015. Tra esse Madrid, Parigi e Atene hanno annunciato piani particolarmente incentrati sul taglio delle emissioni inquinanti, attraverso divieti, multe e restrizioni. La nuova tassa londinese potrebbe ora incoraggiare gli automobilisti a passare a modelli più green, mentre il sindaco Sadiq Khan spera che la sua T-Charge aiuterà a salvare migliaia di vite ogni anno. L’imposta coinvolgerà fino a 34 mila veicoli al mese, secondo l’ufficio di Khan: si tratta di una parte ridotta dei 535 mila veicoli che entrano nel quadrante oggetto della misura, ma è anche un primo passo per future politiche pubbliche già annunciate, tra cui l’istituzione di una zona a bassissime emissioni entro la fine del 2020.

Se la T-Charge colpirà anche le vecchie auto a benzina, il bersaglio più importante è il parco motori diesel, responsabile di un inquinamento anche peggiore. Tuttavia il secondo mercato europeo è in calo del 14% quest’anno, mentre la domanda di veicoli a benzina continua a salire.

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