• Articolo Washington, 29 marzo 2012
  • Un rapporto delle Nazioni Unite

    ONU: allarme urbanizzazione

  • La popolazione in crescita minaccia il benessere del globo. Una progettazione urbana green potrebbe garantirci il benessere e la sopravvivenza

(Rinnovabili.it) – Secondo un nuovo studio delle Nazioni Unite (ONU), presentato nel corso del convegno “Planet Under Pressure” tenutosi a Londra, sarebbe di fondamentale importanza per la valutazione del futuro del pianeta un nuovo indicatore: l’impronta urbana, destinata ad espandersi di ulteriori 1,2 milioni di chilometri quadrati qualora non si riuscisse a modificare i modelli di sviluppo delle nostre città. Per meglio comprendere il valore dell’estensione dobbiamo immaginare un aumento dell’urbanizzazione in grado di coprire un territorio pari a quello di Francia, Spagna e Germania insieme. Le scelte che facciamo per l’urbanizzazione, infatti, pare abbiano un impatto fondamentale sulla sostenibilità ambientale.

Stime delle Nazioni Unite indicano che la popolazione umana crescerà dal 2 a 9 miliardi entro i prossimi 38 anni, e i centri urbani saranno in grado di assorbire la maggior parte di questo aumento. In sostanza, sono previste circa 1 milione di persone in più in media ogni settimana da qui al 2050.

Più delle aree rurali saranno le città ad avvertire la pressione demografica: i dati rivelano infatti che la popolazione urbana arriverà a contare 6,3 miliardi di persone nel 2050. A tal proposito il  dottor Michail Fragkias dell’Arizona State University negli Stati Uniti ha sottolineato l’importanza dell’impronta urbana ai fini di determinare l’urbanizzazione futura, perché il modello attuale sta mettendo in pericolo l’umanità anche se è noto che esistono già modelli di città che funzionano e si sviluppano in armonia con l’ambiente e la natura, e quindi esiste la capacità di pianificarne di nuove senza danni né rischi per l’umanità.

Al momento, oltre due terzi delle emissioni di diossido di carbonio del pianeta sono attribuibili alle attività umane nelle città, stimate in circa 15 miliardi di tonnellate metriche nel 1990 e 25 miliardi nel 2010, cifre che sono destinate a salire a 36,5 mld entro il 2030 qualora le cose continuassero ad andare avanti senza alcun tipo di modifica.

In conclusione il Dhakal ha aggiunto che al fine di arrivare con benessere e sicurezza al 2050 ci si dovrebbe concentrare sulla qualità dell’urbanizzazione, dallo spazio urabano alle infrastrutture passando per lo stile di vita a le scelte energetiche anche legate a metodologie di efficientamento energetico.