• Articolo Bruxelles, 1 febbraio 2013
  • L’Ue verso la fine dell’amianto

  • L’Europa continua a lottare contro l’amianto e rafforza il proprio impegno anche a seguito della pubblicazione della relazione di Stephen Hughes che suggerisce l’eliminazione definitiva dell’asbesto

Continua la lotta all’amianto in Europa: la Commissione EMPL Occupazione e Affari sociali del Parlamento europeo ha approvato giovedì scorso con 40 voti  favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto la relazione dell’eurodeputato S&D Stephen Hughes che propone l’ambizioso quanto urgente obiettivo di smaltire definitivamente l’amianto presente sul territorio europeo. La commissione ENVI, Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare, -competente per parere-, aveva già approvato gli emendamenti della relazione Sabine Wils (eurodeputata Gue – Sinistra unitaria europea). Si aspetta dunque marzo, quando l’assemblea plenaria del Parlamento europeo voterà a Strasburgo. Oggi l’amianto continua a far parlare di sé, protagonista letale della nostra società: quasi un anno fa, il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino si pronunciava sulla vicenda Eternit riconoscendo responsabili di circa 3000 decessi legati all’amianto l’ex proprietario e l’ex direttore della società, entrambi condannati a 16 anni di reclusione e al risarcimento ai danni delle vittime e dei loro familiari.

 

Ma qual è la situazione in Europa? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che il numero dei casi di malattie legate all’amianto nell’Ue è compreso tra 20 000 e 30 000 l’anno. Ad essere pericolosi per la salute umana sono tutti i tipi di amianto. Non solo, gli effetti nocivi e letali derivanti dall’inalazione delle sue fibre possono manifestarsi anche a distanza di decenni dall’esposizione. Nonostante il divieto di utilizzo l’amianto è ancora ben presente in Europa, radicato in edifici privati e pubblici, navi e treni. I sistemi di vigilanza del mercato europeo al momento in vigore riescono a essere aggirati da un’impunita e indisturbata importazione di amianto in tutta Europa. Ad oggi l’unica nota positiva all’interno del panorama europeo riguardo l’amianto è rappresentata dalla Polonia, il solo Stato membro ad aver adottato un piano di azione per un paese senza asbesto.

 

La relazione di Stephen Hughes Minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all’amianto e prospettive di eliminazione di tutto l’amianto esistente, “sollecita l’Unione Europea a rendere obbligatori il censimento e la registrazione dell’amianto”. L’Ue dovrà mettere a punto piani di azione finalizzati alla rimozione di questo materiale a livello europeo, nazionale e regionale, nonché la costruzione di discariche e di impianti per la sua distruzione.

 

Tante le richieste rivolte alla Commissione europea affinché abbassi il valore limite previsto per le fibre di amianto e includa nella strategia comunitaria per la salute e la sicurezza 2014-2020 un piano in materia di amianto. In questo contesto è necessario che la Commissione europea modifichi nel minor tempo possibile le deroghe per l’amianto crisotilo previste dall’allegato XVII del regolamento REACH, e che le sostituisca prima della scadenza della deroga decennale concessa nel 2009. Infine la relazione dà largo spazio ai criteri di riconoscimento delle malattie legate all’amianto nonché al sostegno per le associazioni delle vittime .