• Articolo Parigi, 19 dicembre 2017
  • In un'intervista a France 2

    Macron attacca la Germania: “Un errore uscire dal nucleare”

  • Il presidente francese alle prese con la necessità di chiudere il 25% della potenza nucleare installata, prende tempo attaccando il governo Merkel

nucleare

 

(Rinnovabili.it)  – Preferisco il nucleare al carbone. Con questa dichiarazione, il presidente francese Emmanuel Macron ha avviato una competizione con la Germania sulla transizione energetica, criticando la gestione Merkel per aver dato priorità al phase out dell’atomo rispetto a quello della lignite.

«Non idolatro affatto l’energia nucleare – ha detto Macron a France 2 – Ma penso che si debba scegliere la propria battaglia. La mia priorità in Francia, in Europa e a livello internazionale sono le emissioni di CO2 e il riscaldamento globale».

Macron sta lavorando per apparire pubblicamente come leader globale anche nelle politiche per il clima, e in questa gara non risparmia le stoccate anche ai partner più strategici come Berlino. Tuttavia, l’energia rinnovabile copre solo una piccola parte della produzione elettrica francese, dominata dal nucleare per il 75%.

«Il nucleare non è dannoso per le emissioni di carbonio ed è anche il modo più pulito per produrre elettricità insieme alle fonti rinnovabili» ha dichiarato, tralasciando di menzionare il consumo di acqua e la gestione delle scorie radioattive.

 

>> Leggi anche: Presto mancherà l’acqua per produrre energia da fossili e nucleare <<

 

Questo sostegno indiretto all’atomo arriva dopo che il Ministro dell’Ambiente, Nicholas Hulot, nei mesi scorsi ha cercato di intiepidire la proposta del suo predecessore, Segolene Royal, che aveva promesso un taglio del 25% alla produzione dall’atomo entro il 2030. La Francia di Macron si trova a non poter cambiare questo scenario, se non a costo di una perdita di consenso, e deve dichiarare quante centrali verranno chiuse e con che tempi.

Nel 2018 è atteso l’annuncio del governo sulle modalità di riduzione della quota nucleare al 50% dall’attuale 75%. Nel frattempo, Macron prepara il terreno criticando la Germania, che ha deciso dopo la catastrofe di Fukushima l’abbandono dell’energia nucleare entro il 2022.

«Cosa hanno fatto i tedeschi chiudendo tutto in una volta il loro parco nucleare? – ha detto il presidente francese – Hanno sviluppato molte fonti rinnovabili, ma hanno anche riaperto in maniera massiccia la porta al carbone. Hanno peggiorato la loro impronta di CO2, non va bene per il pianeta. Quindi non lo farò».

L’authority nucleare del paese (ASN) ha detto il mese scorso che darà il suo parere su una potenziale estensione della vita utile dei 58 reattori nucleari francesi, tutti gestiti da EDF, nel 2020-21.

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