• Articolo Bruxelles, 7 novembre 2011
  • Entro il 2030 potrebbero sparire ben 14 metalli fondamentali

    Mancanza di materie prime: eolico e FV a rischio

  • Lo studio della JRC ha osservato che l’esaurimento delle risorse strategiche, potrebbe compromettere la produzione delle nuove tecnologie rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Alcune delle materie prime necessarie alla produzione di nuove tecnologie rinnovabili, rischiano di scomparire tra pochi anni – a denunciarlo è il recente studio dell’Istituto Energia e Trasporti del Centro Comune di Ricerca (JRC – Joint Research Centre) della Commissione Europea, che ha individuato ben cinque metalli rari (indio, gallio, tellurio, neodimio e disprosio) a rischio esaurimento entro il 2030.

In particolare, l’industria del fotovoltaico (che si serve di neodimio e disprosio) e dell’eolico (che usa tellurio, indio e gallio), potrebbero essere tra le principali filiere ad essere definitivamente compromesse da questa carenza di risorse che, secondo la JRC, ha raggiunto il suo “punto critico” con l’aumento spropositato della domanda dei metalli fondamentali soprattutto da parte di quei paesi europei che, negli ultimi anni, hanno basato totalmente sull’import il loro approvvigionamento delle materie prime strategiche. Nonostante la gravità di questo scenario, lo studio della JRC suggerisce comunque di incrementare i sistemi di riciclaggio e di sviluppare materiali alternativi che potrebbero sostituire quelli attualmente in uso.