• Articolo New Taipei, 29 marzo 2016
  • Ennesimo incidente causato dal petrolio

    Cargo si spacca in due, marea nera a Taiwan

  • Si era incagliata il 10 marzo scorso. Il 25 si è spezzata in due, riversando 242 tonnellate di olio combustibile in mare e generando una marea nera

marea nera a Taiwan 8

 

(Rinnovabili.it) – Le autorità di Taiwan stanno cercando di contenere la marea nera causata da una fuoriuscita di petrolio da una nave che si è spezzata in due a 300 metri dalla costa dello Shimen district di New Taipei City, a nord dell’isola. Il fatto è accaduto il 25 marzo, ma il cargo da 15 mila tonnellate, il cui nome è TS Taipei, si era incagliato il 10 marzo.

I 21 membri dell’equipaggio, che lavorano per la TS Lines, società privata di Hong Kong, sono stati portati in salvo tramite elicottero. Nei giorni a venire la nave non è riuscita a riprendere il largo e, in 24 ore dalla comparsa delle prime crepe, lo scafo si è diviso in due.

 

 

Dal suo interno sono finiti in mare alcuni dei 617 contenitori di olio combustibile trasportati, una miscela di idrocarburi che si ottiene diluendo un residuo ad alta viscosità con un distillato, detto flussante. L’olio combustibile può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica, come benzina per le navi o come alternativa al petrolio nelle raffinerie.

A oltre 1,5 chilometri dalla nave, questo impressionante video mostra che le rocce lungo la costa sono coperte di olio nero. Una situazione che potrebbe peggiorare se il cuore della nave, pieno di carburante, dovesse frantumarsi per riversare il suo contenuto in mare.

 

 

L’Agenzia di protezione ambientale e la TS Lines hanno inviato squadre per ripulire l’acqua, e il premier Simon Chang ha visitato il sito. Il capo del dipartimento dell’Agenzia deputato alla Protezione della qualità dell’acqua, Yeh Jiunn-hung, ha detto ai media locali che la nave non contiene solo 242 tonnellate di olio combustibile, ma anche materiali tossici. Dei 617 trasportati, 9 contenevano sostanze pericolose: 20 tonnellate di clorato di potassio, 18,2 tonnellate di toluene, 19,5 di lipidi, 8,5 di detergenti corrosivi e 6 di olio lubrificante.

In 24 ore, la marea nera si è estesa di quasi cinque volte. I rischi non sono finiti: le onde continuano a schiaffeggiare la nave fratturata, e la parte su cui è montato il ponte potrebbe presto ribaltarsi.

Cheng Sha-yen, professore presso il Dipartimento di Biologia Ambientale alla National Taiwan Ocean University, ha detto che per ripulire il mare dall’inquinamento potrebbero servire 4 o 5 anni.

Secondo Michael Lee, segretario generale della società no profit Wilderness, bisogna attendersi una «massiccia moria di pesci e altri animali marini nella zona, a causa della mancanza di ossigeno nell’acqua».

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