• Articolo Livorno, 11 gennaio 2012
  • Attivato un monitoraggio cautelativo per scongiurare ogni rischio

    Materiale tossico in mare: la Toscana chiede l’intervento del Governo

  • Ancora non sono stati né localizzati né rimossi i 198 fusti dispersi quasi un mese fa al largo di Livorno, contenenti metalli pesanti utilizzati per la lavorazione del petrolio

(Rinnovabili.it) – È trascorso quasi un mese da quando una nave cargo della Grimaldi Lines ha perso in mare 34 tonnellate di catalizzatori contenenti metalli pesanti utilizzati per la lavorazione del petrolio. L’incidente è avvenuto al largo di Livorno lo scorso 17 dicembre e ancora oggi ben 198 fusti di sostanze pericolose sono dispersi davanti alle coste toscane, con rischi non ancora ben identificati. Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, non è più disposto ad aspettare e pretende che il problema diventi una questione nazionale. Rossi, infatti, ritiene fondamentale che i rifiuti vengano recuperati quanto più velocemente possibile per evitare la fuoriuscita di materiali e invita il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a intervenire personalmente per ripristinare la situazione in tempi rapidi. Nonostante dell’incidente siano stati informati capitanerie di porto, guardie costiere, autorità marittime, ARPAT, ASL, Ispra e primi cittadini, infatti, ancora di fatto i fusti tossici non solo non sono stati rimossi, ma non sono stati neppure localizzati. Un caso complesso e delicato, insomma che, a detta del Presidente Rossi, potrebbe richiedere persino l’istituzione di una commissione nazionale. Nonostante sembri non avere effetti sul pesce e la catena alimentare, il materiale disperso in mare, che si presenta in forma di granuli allungati di piccole dimensioni, potrebbe però autoincendiarsi qualora raggiungesse asciutto la riva e venisse a contatto con l’aria. Nell’attesa di risolvere la situazione, è stato attivato a scopo cautelativo un monitoraggio indiretto dell’ambiente che potrà evidenziare eventuali anomalie.