• Articolo Roma, 2 luglio 2018
  • Mediterraneo da remare: la salute del mare dipende da noi

  • Promuovere la protezione e il rispetto della natura è una sorta di rivoluzione culturale verde che parte dal cambiamento delle abitudini di ognuno di noi: un obiettivo sicuramente ambizioso, ma tutt’altro che irraggiungibile

Mediterraneo da remare

 

 

 

(Rinnovabili.it) – “Dobbiamo avvicinare i cittadini al rispetto del mare ed estendere le aree protette”. Ha esordito così Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde e ideatore della campagna di sensibilizzazione Mediterraneo da remare, presentata nella sede romana di Marevivo sul Tevere; padrona di casa, Rosalba Giugni. Quest’anno la campagna prevede eventi itineranti lungo le coste italiane (come remate simboliche in alcune località balneari), tappe in Paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Algeria, Principato di Monaco, Francia) e una collaborazione con gli stabilimenti che segnaleranno problemi e proporranno iniziative a tutela degli ecosistemi marini, lacustri e fluviali.

 

Il focus dell’ottava edizione di Mediterraneo da remare è “No plastic”, ma verrà rilanciato anche “Acquascooter Free”, incentivando sulle spiagge il noleggio delle imbarcazioni a remi anziché delle moto d’acqua. Promuovere la protezione e il rispetto della natura è una sorta di rivoluzione culturale verde che parte dal cambiamento delle abitudini di ognuno di noi: un obiettivo sicuramente ambizioso, ma tutt’altro che irragiungibile. Che finalmente si stia… remando nella giusta direzione?

 

La lotta all’inquinamento da plastica è una battaglia che Marevivo porta avanti da 35 anni: allora, Rosalba Giugni capeggiava quelle che venivano definite ironicamente le “casalinghe del mare”, signore che ripulivano le spiagge dal brutto dei rifiuti. Oggi finalmente si sta facendo largo una notevole consapevolezza da parte di associazioni, istituzioni e cittadini, tutti intenzionati a cambiare mentalità e soprattutto azioni: il cambio di rotta è proprio nell’aver superato l’idea che l’inquinamento sia un problema solamente estetico. Grazie a tanta determinazione, sono state approvate le leggi che mettono al bando le microplastiche nei cosmetici e i cotton fioc non biodegradabili.

 

Se è importante educare al rispetto dell’ambiente fin dalla più tenera età, altrettanto importante è educare gli adulti e soprattutto chi ha responsabilità di governo e può prendere decisioni che hanno ripercussioni sul futuro del Pianeta. Il Ministero dell’Ambiente, ad esempio, ha aderito all’appello di Marevivo ed è diventato plastic free, ovvero ha messo al bando la plastica monouso: ci auguriamo che gli altri ministeri seguano l’esempio del dicastero guidato da Sergio Costa, che da anni combatte in prima fila contro gli ecoreati.

 

L’ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto ha sottolineato l’impegno della Guardia Costiera per proteggere un mare sensibile come il Mediterraneo. La prevenzione è fondamentale, e per questo svolge programmi di comunicazione ed educazione ambientale rivolti ai giovani per incrementare la coscienza civica e difendere la salute dei nostri mari.

 

Mediterraneo da remare

La settimana scorsa è stata deliberata la direttiva UE sulla tutela dalle plastiche monouso, ma prima che diventi operativa possono passare 3-4 anni. Alla presentazione di Mediterraneo da remare Costa ha annunciato che “una delle primissime leggi che intendo incardinare è quella che serve a recepire la direttiva prima che ci obblighi l’UE”. Abbiamo una coscienza ambientale molto forte, possiamo agire d’anticipo ed essere un esempio in Europa. Costa non vuole fare una politica contro, ma una politica con perché la legge che tutela l’ambiente tutela tutti. Potrebbe però crearsi qualche frizione con il mondo imprenditoriale, che invece deve essere un alleato: il fronte comune si può creare grazie all’economia circolare, che porterà vantaggi a chi potrà non solo recuperare la plastica, ma farne anche un utilizzo imprenditoriale.

 

Sergio Costa non si stanca di sottolineare, giustamente, l’importanza di lavorare insieme per il bene comune. Le plastiche sono nei mari, quindi nei fondali, quindi i pescatori possono avere un ruolo molto importante. “È compito mio fare in modo che i pescatori siano aiutati e salvaguardati da una norma ad hoc, ovvero quando raccolgono la plastica (circa il 50% di quello che rimane nella rete) invece di rigettarla in mare per non diventare portatori illeciti di rifiuti e addirittura pagare per lo smaltimento, devono poterla portare in un’isola ecologica mobile. In questo modo potrà essere riusata o riciclata. Questo significa ancora una volta camminare insieme”.

 

Durante la manifestazione Mediterraneo da remare è stata presentata la nuova Divisione canoa e kayak di Marevivo alla presenza di Luciano Buonfiglio, presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak. L’impegno comune è contrastare l’inquinamento, salvaguardare le specie animali e vegetali, promuovere lo spirito di tutela ambientale nei ragazzi attraverso lo sport. Quello sportivo è un movimento propositivo: coscienti di essere un modello di comportamento da imitare, i canoisti non usano più bottigliette usa e getta, ma borracce riutilizzabili riempite con acqua di rubinetto. La Federazione, inoltre, sta progettando un’iniziativa di pulizia e tutela del fiume con i circoli sul Tevere.

 

Il campione olimpionico Bruno Mascarenhas, testimonial di Mediterraneo da remare, ha guidato alcune canoe nella raccolta di rifiuti di plastica sulle sponde del Tevere. Mascarenhas oggi fa l’istruttore di 300 bambini nel Circolo Canottieri Roma, a cui cerca di trasmettere l’amore per l’ambiente e il sociale. Se questi bambini diventeranno uomini rispettosi della natura “sarà come vincere un’olimpiade!”. Ma l’atleta ha anche un altro sogno: vedere un Tevere pulito, trasparente. Un sogno irrealizzabile?

 

Mediterraneo da remare

 

“I mari sono come i vasi comunicanti”, ha detto Costa. Il 70% dei rifiuti che si trovano in mare sono di plastica, soprattutto bottigliette, imballaggi, contenitori, coperchi, poi ci sono i copertoni. Si stima che si producano circa 8,3 milioni di tonnellate su base annua, un’enormità. Legambiente ha dimostrato che l’84% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge italiane sono plastiche. Per questo, a Mediterraneo da remare il ministro ha lanciato un appello: “In Italia siamo più di 50 milioni: se ogni persona che va in spiaggia raccoglie un pezzetto di plastica e lo mette nella differenziata, avremo ripulito le nostre spiagge a costo zero”.

 

Al termine di Mediterraneo da remare è stato firmato il protocollo d’intesa tra Marevivo,  Guardia Costiera e Federazione Canoa e Kayak. Le associazioni si dedicheranno a vari progetti, tra cui la promozione della campagna Occhio al mare, in cui è già impegnata la Divisione Vela e Subacquea di Marevivo: chi va in mare deve guardare, documentare, informare e segnalare eventuali situazioni anomalie. Attraverso “Rinnovabili.it” Rosalba Giugni sollecita tutti a diventare sentinelle del mare, a guardarlo con attenzione. “È importante creare amore e attenzione all’ambiente nei ragazzi, è anche grazie al loro entusiasmo che possiamo sperare di salvare il pianeta. Velisti, canoisti, subacquei: milioni di occhi possono diventare protagonisti della sua salvaguardia osservando la temperatura dell’acqua, la presenza delle meduse, le correnti, etc. Compilando delle schede in cui le persone scrivono quello che osservano, aiutano la ricerca come semplici cittadini amanti del mare.”.

 

Main partner di Mediterraneo da remare è Castalia Consorzio Stabile SCpA, da anni impegnata nella salvaguardia e tutela del mare e delle coste.

 

>>Leggi anche Le alternative alla plastica: ecco i materiali che premiano l’ecologia<<

 

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