• Articolo Ginevra, 21 gennaio 2013
  • Nasce la convenzione di Minamata

    Mercurio: un nuovo accordo globale per limitare l’inquinamento

  • In una conferenza svolta sotto l’egida dell’Onu 140 paesi hanno definito i termini del primo accordo legalmente vincolante per limitare l’inquinamento di questo metallo pesante

(Rinnovabili.it) – La lotta all’inquinamento da mercurio ha finalmente un trattato internazionale su cui contare e da cui far partire un’azione condivisa a livello mondiale. Gli oltre 140 governi riuniti a Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite hanno infatti concordato i punti salienti per trattato legalmente vincolante che affronti i differenti problemi legati a questo noto metallo pesante. Nasce così la Convenzione Minamata – il nome fa riferimento alla città giapponese dove si verificarono gravi danni alla salute a causa del mercurio a metà del 20 ° secolo – che introduce una serie di controlli e riduzioni in una vasta gamma di prodotti, processi e comparti industriali in cui viene utilizzato o rilasciato questo metallo; si va da apparecchiature mediche, come termometri e lampadine a risparmio energetico al settore, cementizio, minerario e del carbone.

 

Dopo complesse e spesso anche notturne sessioni di discussione, le nazioni hanno oggi posto le basi per una risposta globale ad un inquinante la cui notorietà è stata riconosciuta da oltre un secolo”, ha commentato il Direttore Esecutivo dell’UNEP Achim Steiner.Tutti nel mondo beneficeranno delle decisioni prese questa settimana a Ginevra, in particolare i lavoratori e le famiglie dei cercatori d’oro […] Sono impaziente di vedere ratificata la Convenzione di Minamata in modo che entri in vigore il più presto possibile”.

 

Tra le disposizioni del trattato, i governi si sono accordati su una serie di prodotti contenenti mercurio la cui produzione, l’esportazione e l’importazione sarà vietata entro il 2020. Questi includono batterie, fatta eccezione per quelle utilizzate nei dispositivi medici impiantabili, interruttori e relè, alcuni tipi di lampade fluorescenti compatte (CFL), a catodo freddo e con elettrodi esterni, saponi e cosmetici. Non sono mancate piccole critiche da parte di alcuni delegati che hanno fatto notare come il trattato non imponga ai singoli stati un “piano nazionale per ridurre le emissioni di mercurio”, un limite che potrebbe rendere l’accordo inefficace.