• Articolo New York, 30 aprile 2015
  • La situazione è ormai quasi fuori controllo

    Microplastiche: il problema si risolve con l’economia circolare

  • Uno studio dell’Onu incoraggia l’istituzione di un sistema economico seriamente incentrato sul riciclo per evitare l’inquinamento da microplastiche

Microplastiche il problema si risolve con l’economia circolare

 

(Rinnovabili.it) – Il problema delle microplastiche negli oceani potrebbe essere quasi impossibile da risolvere. Comincia così lo studio dell’Onu (il primo che indaga globalmente le fonti di microplastiche e il loro impatto sull’ambiente) pubblicato su Ends Europe e ripreso dal Guardian. Tuttavia, un primo passo nel cammino tutto in salita è indubbiamente quello verso la migliore gestione di questi rifiuti devastanti per l’ambiente e gli animali.

Con questo obiettivo il gruppo di esperti che indaga gli aspetti scientifici della protezione dell’ambiente marino ha sollecitato lo sviluppo di basi normative per l’istituzione di una vera economia circolare. Il riciclo è infatti considerato dal team di esperti il più efficace stratagemma per ridurre la quantità di microplastiche che si depositano in quantità incalcolabili sui fondali oceanici.

 

Il vasto universo di questi frammenti di plastica, il cui diametro è inferiore ai 5 mm, comprende fibre sintetiche provenienti dagli indumenti, pezzi di sacchetti di plastica o bottiglie e perle abrasive utilizzate nei cosmetici per la cura personale e nei dentifrici. Un certo numero di aziende sta sostituendo queste microsfere con sostanze naturali come noccioli di frutta, ma siamo ancora lontanissimi dal radicale cambiamento richiesto dai ricercatori. Gli animali che ingeriscono queste microplastiche – tartarughe, pesci, uccelli – perdono la salute o la vita, dato che queste sono realizzate con sostanze tossiche come i derivati del petrolio.

 

Servono dunque con urgenza politiche efficaci per ridurre la quantità di materiale che finisce nell’oceano. Ma non bisogna solo concentrarsi sulla bonifica dei luoghi contaminati. Anche se tutte le tipologie di plastica che finiscono nell’ambiente venissero tolte di mezzo, il problema rimarrebbe a causa della continua frammentazione di sacchetti di plastica, bottiglie e altri rifiuti.

«Sembra improbabile che una soluzione tecnica conveniente possa essere sviluppata per consentire la rimozione su larga scala di quantità significative di microplastiche dal mare –annunciano gli scienziati autori dello studio – Qualsiasi sistema proposto sarebbe inefficace finché questi rifiuti avranno la possibilità di arrivare nelle acque marine».

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