• Articolo Milano, 19 settembre 2012
  • In occasione della Settimana Moda Milano

    Minambiente e Gucci firmano l’accordo taglia CO2

  • Un accordo tra Minambiente e Gucci abbatterà le emissioni e l’impronta etico-sociale della maison fiorentina

(Rinnovabili.it) – Il Ministero dell’Ambiente e l’azienda fiorentina Gucci nel giorno dell’apertura della Settimana della Moda milanese hanno stretto un accordo con la finalità di ridurre le emissioni della maison.

Siglata a Milano l’intesa è stata firmata dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini e da Patrizio di Marco, Presidente e CEO di Gucci con l’intento di valutare l’impronta ambientale e calcolare gli eco-costi di alcuni dei prodotti più rappresentativi del marchio per poi passare alla riduzione dell’impatto ambientale di tutta la catena di produzione, divenendo così la prima azienda del settore lusso a prendere un impegno ambientale di questo genere. Valutando anche i parametri di qualità del lavoro e della vita delle persone coinvolte nelle attività del marchio si procederà alla graduale riduzione dell’impatto inquinante e alla compensazione delle emissioni rilasciate fino ad ottenere dei prodotti che possano essere insigniti della qualifica carbon neutral, ovvero che abbiano compensato le emissioni rilasciate in fase di produzione e distribuzione.

“Quest’importante iniziativa in collaborazione con il marchio Gucci, un’azienda simbolo del made in Italy di eccellenza – afferma Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente – E’ un ulteriore segnale della crescente attenzione che le imprese italiane stanno rivolgendo alla sostenibilità dei processi produttivi. L’analisi e la riduzione degli impatti delle attività economiche rappresentano un driver non solo ambientale, ma anche un potente strumento di competitività a livello nazionale e internazionale, in un mercato, che sempre di più, ricerca la sostenibilità anche nei beni di lusso”.

I prodotti ottenuti da filiere più ecologiche potranno quindi esse marchiati con il simbolo del progetto e con un’etichetta che ne racconterà la storia mettendo in chiaro quali e quante risorse sono state utilizzate per la produzione, il tutto a partire dal 2013 rientrando nell’ambito del progetto del Minambiente sull’impronta ambientale che ad oggi coinvolge tutti i settori produttivi italiani.