• Articolo Vulcano, 16 giugno 2013
  • Crescono gli accordi per la riduzione dell'impronta ambientale

    Minambiente e Mari del Sud proteggono Vulcano dalla CO2

  • La firma dell’accordo tra il Minambiente e Mari del Sud Resort permetterà dopo il calcolo, di abbattere le emissioni di CO2 del Resort.

Minambiente e Mari del Sud proteggono Vulcano dalla CO2(Rinnovabili.it) – Nuovo accordo green per il Ministero dell’Ambiente che stavolta punta a ridurre la CO2 del settore alberghiero. L’intesa stretta tra alla partnership con la “Mari del Sud Resort” permetterà infatti di sviluppare progetti comuni accomunati dall’obiettivo della riduzione dell’impronta ambientale delle strutture ricettive che stavolta si concentra sulla conservazione e protezione dell’ecosistema dell’isola di Vulcano, inserita in un arcipelago già Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Nello specifico l’accordo andrà a valutare e analizzare le emissioni del “Mari del Sud Resort & Village Giardino Mediterraneo” progettato e realizzato per accogliere i turisti in completa armonia con l’ambiente.

 

L’accordo avrà una durata di 12 mesi ed è stato firmato giovedì a Roma dal Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Clini e dall’imprenditrice Federica Barbaro del Resort di Vulcano con la promessa di avviare analisi per la contabilizzazione delle emissioni di CO2 prodotte dalla struttura per poi abbatterle, strategia iniziata già da qualche anno, quando è iniziato l’ammodernamento della struttura per garantire maggiore efficienza energetica e per la produzione di elettricità da impianti alimentati con fiìonti rinnovabili.

Il nostro intento da sempre è proporre un soggiorno all’insegna dell’ecosostenibilità – spiega Federica Barbaro, imprenditrice impegnata nel settore marittimo, con una flotta che naviga dal Mediterraneo alla Russia -, offrendo un’autentica esperienza d’immersione nella natura e nei segreti della vulcanologia, della geotermia, della botanica e dei fondali marini. Abbiamo sviluppato queste azioni – aggiunge Federica Barbaro – anche perché gli utenti finali sono sempre più sensibili al valore ambientale delle proprie scelte e perché tale valore è percepito in misura crescente anche come un fattore di competitività”.