• Articolo Roma, 21 novembre 2013
  • 2 - Dal nostro inviato in Antartide

    Missione Antartide: viaggio all’interno della Stazione Mario Zucchelli

  • Continua lo speciale “diario di viaggio” della XXIX campagna antartica estiva 2013-2014, promossa nell’ambito del Pnra, stavolta con una passeggiata virtuale all’interno della base italiana Stazione Mario Zucchelli

L’ubicazione della Base Italiana in Antartide.

L’ubicazione della Base Italiana in Antartide.

 

L’Antartide è il più freddo dei continenti esistenti sulla terra ed anche l’ultimo ad essere stato scoperto dall’uomo a causa del grande isolamento che lo caratterizza: le terre civilizzate più vicine distano oltre 1.000 Km (verso l’America del Sud). Queste peculiarità ne fanno un parte estremamente particolare e importante del nostro pianeta in quanto è il luogo più lontano dalla civiltà rimasto ancora parzialmente incontaminato. Per questo motivo è utilizzato da diversi paesi come un grande laboratorio naturale nel sviluppare ricerche specialistiche di grande interesse.

Anche l’Italia partecipa dal 1985 a queste ricerche inviando annualmente ricercatori e personale tecnico e logistico in Antartide presso la sua base storica: Stazione antartica Italiana Mario Zucchelli (MZS).

La MZS viene raggiunta passando per la Nuova Zelanda, che dista dall’Antartide circa 2.500 Km. La Stazione è ubicata nella zona denominata “Baia Terra Nova” (Mare di Ross, Terra Vittoria), e precisamente lungo la costa delle Northern Foothills, a Sud della lingua del ghiacciaio Campbell che si estende in mare per alcuni chilometri.

Appena arrivati leggendo le coordinate impresse nell’insegna bronzea posizionata all’entrata della base, che ne definiscono l’esatta posizione geografica – “Latitudine: 74° 41′ 42″ Sud; Longitudine: 164° 07′ 23″ Est” – ci si rende conto, forse per la prima volta, di essere veramente lontani.

 

La targa all'entrata della base con le coordinate geografiche.

La targa all’entrata della base con le coordinate geografiche.

 

Nel periodo da ottobre a dicembre, nella zona antistante la base, la Gherlache inlet, viene realizzata, su ghiaccio marino, la pista per l’atterraggio dell’aereo da trasporto Hercules che ne consente il collegamento con la Nuova Zelanda. La Stazione Italiana in Antartide ha caratteristiche progettuali e costruttive che la rendono adeguata anche per un’eventuale permanenza in periodo invernale.

 

Attualmente è utilizzata soltanto nel periodo estivo, durante il quale svolge la funzione di base logistica per ricercatori e tecnici durante le Spedizioni Antartiche ed offre una serie di laboratori ed attrezzature necessarie per le ricerche scientifiche.

L’edificio principale è costituito di 110 moduli prefabbricati ISO20 che disegnano una struttura labirintica a diversi livelli e posta su palafitte metalliche. Le zone giorno e notte occupano circa un terzo di questi moduli abitativi ed i rimanenti costituiscono i locali destinati a laboratori ed uffici e sono parzialmente disposti su 2 piani (superficie totale di circa 2.000 mq). Intorno al nucleo centrale sono dislocati una serie di edifici in legno come il “Nuovo Pinguinattolo”, utilizzato per attività di tipo sociale e ricovero di emergenza e la “Foresteria” ed i locali “Transiti” predisposti per ospitare il personale in transito, con una superficie coperta pari a 1.500 e 1.000 mq.

 

Il panorama di fronte alla base italiana.

Il panorama di fronte alla base italiana.

 

La base è inoltre dotata di altri edifici adibiti a magazzini, garage e officine e diversi locali che ospitano tutti gli impianti di dissalazione, depurazione, incenerimento e produzione energia elettrica e termica che permettono la totale autonomia e garantiscono il benessere del personale tecnico, logistico e scientifico. Inoltre, sempre nelle vicinanze del corpo centrale sono presenti altri moduli adattati a laboratori di Biologia, di Geodesia e Glaciologia e sale acquari e vasche con acqua di mare naturale pompata in continuo da un apposito impianto che consente di avere l’acqua alla naturale temperatura di -1.8 C°.

 

 

Tutt’intorno sono predisposte le infrastrutture esterne come strade, aree di parcheggio e di immagazzinamento, elisuperfici, deposito carburanti, banchina di ormeggio per piccole imbarcazioni. La Stazione è in grado di ospitare, sia per quel che riguarda l’alloggiamento che per la capacità della mensa e degli altri servizi, un numero di 80 – 90 persone. In questo momento della spedizione sono presenti circa 66 unità di personale ed aumenteranno con gli arrivi e i transiti del secondo periodo previsti verso la fine di novembre.

Provo a descrivere meglio la struttura della base antartica MZS attraverso un viaggio virtuale dei suoi locali che, in qualche modo, ricordano una nave o un’astronave.

 

 

L’edificio principale ha due ingressi; ciascuno di essi apre su un locale adibito a vestibolo, attrezzato di attaccapanni e porta scarpe. Tutto il personale della Stazione, compresi i visitatori, devono lasciare gli scarponi nei locali-vestibolo. Queste aree sono il punto nodale della base, sono sempre affollate di personale pronto per uscire o appena rientrato e molto spesso è il luogo dove ci si incontra durante le frenetiche giornate e ci si scambia informazioni sulla situazione esterna e le condizioni meteo.

Dai vestiboli si accede a lunghi corridoi che portano nelle tre ali principali del primo piano della base: area notte, area giorno e laboratori. I dormitori sono costituiti da una serie di moduli, ognuno dei quali è attrezzato con 4 posti letto in perfetto stile militare, con accesso diretto nei corridoi ai locali docce e bagni rigorosamente in comune. Il corridoio è volutamente buio, forse per contrastare la costante presenza di luce durante l’estate antartica, ed è la zona dove è richiesto un rigoroso silenzio per preservare il sonno giornaliero di chi ha fatto i turni di notte.

 

In quest’area è presente l’infermeria di pronto soccorso che dispone anche di un locale (emergency room) adeguatamente attrezzato per eseguire analisi radiografiche e per far fronte ad eventuali interventi chirurgici di emergenza allorché la tempistica non permetta l’evacuazione in strutture sanitarie della Nuova Zelanda. Nel caso di diagnosi particolarmente complesse è possibile, mediante la telemedicina, richiedere il supporto delle strutture sanitarie italiane o di altri paesi. Dalla parte opposta si entra nella zona giorno dove sono presenti i locali per il tempo libero con la macchina del caffè, un distributore di bevande analcoliche e un distributore di gelati e altre due sale (fumatori e non) attrezzate con divani, televisore e videoregistratori per il relax serale.

 

 

L’elipad con del personale in procinto di un uscita in elicottero

L’elipad con del personale in procinto di un uscita in elicottero

 

In questa ala è presente anche la sala mensa che è in grado di ospitare contemporaneamente oltre 50 persone. La cucina è separata dalla mensa da una parete divisoria sulla quale è stata realizzata una apertura dotata di piano di appoggio per la distribuzione dei cibi. Tutte le attrezzature utilizzate per la cottura dei cibi sono elettriche. Un ulteriore modulo, adiacente al locale cucina ma accessibile dal corridoio, è opportunamente attrezzato per la raccolta e la pulizia delle stoviglie utilizzate durante i pasti. In base è presente anche un locale lavanderia con lavatrici e asciugatrici indispensabili per il rinnovo dell’abbigliamento del personale della Stazione.

Una grande parte del primo piano è dedicata ai laboratori dotati delle attrezzature e delle apparecchiature specifiche per la conduzione delle varie attività di ricerca gestite direttamente dai gruppi scientifici impegnati nei diversi periodi della campagna antartica. Al piano superiore dell’edificio principale sono ubicati, oltre alla biblioteca e sala riunioni, gli uffici del Capo Spedizione, del Capo della Stazione, del Responsabile della Sala Operativa e del Coordinatore Scientifico della Spedizione.

La Sala Operativa è ubicata al 3° livello dell’edificio principale; è dotata di pareti vetrate inclinate che consentono la massima visibilità della zona circostante l’edificio principale, ed in particolare dell’area occupata dalle piattaforme di atterraggio degli elicotteri e dell’area circostante il molo della Stazione.

 

Le bandiere che svettano sulla base davanti allo straordinario spettacolo del vulcano Melbourne.

Le bandiere che svettano sulla base davanti allo straordinario spettacolo del vulcano Melbourne.

 

La Sala Operativa è permanentemente presidiata dal personale addetto alle operazioni e dai meteoprevisori per fornire assistenza sia alle attività interne che a quelle che si svolgono all’esterno della Stazione ed è in grado di rispondere prontamente a qualsiasi situazione di Emergenza, richiesta di soccorso o segnalazione di allarme. In Sala Operativa, oltre al quadro sinottico dei segnali di allarme provenienti dalle varie zone della Stazione, sono installate le apparecchiature radio di comunicazione con velivoli, natanti e campi remoti. La sala operativa è il “cervello organizzativo” di tutte le attività della base.

 

Ogni unità di personale appena arrivata infatti, viene dotata di radio per essere sempre in contatto, grazie alla sala operativa, con chiunque in qualsiasi momento. Ogni attività viene costantemente monitorata dai nostri “Angeli” che pianificano e seguono ogni nostro spostamento. La radio, anche per chi come me non ne ha mai fatto uso, diventa improvvisamente uno strumento indispensabile senza il quale non ti senti sicuro.

 

Tutti ascoltano costantemente le comunicazioni per essere sempre informati in diretta delle diverse attività. Se si ha la necessità di comunicare con qualcuno all’esterno, magari andato in missione in elicottero a diverse miglia dalla base, la sala operativa ti mette in contatto immediatamente. La costante presenza delle voci del personale dell’Operativa trasmette sicurezza e permette di lavorare con serenità. Per il prossimo appuntamento vi porterò fuori, in giro per il pack, alla scoperta di questo incredibile ambiente e dei suoi straordinari scenari.

 

 

Marco Faimali (ISMAR-CNR) – Progetto RAISE – PNRA – XXIX Campagna Antartica