• Articolo Ginevra, 31 ottobre 2012
  • Uno strumento innovativo per la prevenzione dei rischi climatici

    Nasce l’Atlante del Clima e della Salute

  • Presentato a Ginevra il lavoro a quattro mani del Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione meteorologica mondiale

(Rinnovabili.it) – Cambia il clima a livello mondiale, aumentano i pericoli per la salute umana. La relazione che lega la sicurezza sanitaria alla variabilità climatica è uno degli argomenti più attuali. Ogni anno infatti, siccità, inondazioni e cicloni ed eventi meteorologici estremi influiscono gravemente sulla salute di milioni di persone. Per aiutare chi si occupa di prevenzione l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) hanno pubblicato congiuntamente l’Atlante del clima e della salute, innovativo strumento di informazione  per la “profilassi climatica”. L’atlante è stato presentato in occasione del Congrès météorologique mondial che si chiude oggi a Ginevra.

 

La prevenzione e la preparazione sono al centro della sanità pubblica. La gestione del rischio è il nostro pane quotidiano”, spiega Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS. “Le informazioni sulla variabilità e il cambiamento climatico rappresentano pertanto un potente strumento scientifico per aiutarci in questo compito”. Gli fa eco Michel Jarraud, Segretario generale del WMO, secondo cui “il rafforzamento della cooperazione tra le comunità della meteorologia e quella della salute è essenziale per garantire l’integrazione di informazioni tempestive, accurate e pertinenti sul tempo e il clima nella gestione della salute pubblica a livello internazionale, nazionale e locale. Questo atlante è un esempio innovativo e pratico di come possiamo lavorare insieme per servire meglio la società”.

 

L’atlante attraverso mappe, tabelle e rende esplicito i legami tra salute e clima mettendo in evidenza come si possa predire l’insorgenza, l’intensità e la durata delle epidemie, attraverso. Casi studio, ad esempio, mostrano come la collaborazione tra i servizi meteorologici, d’emergenza e sanitari stiano già oggi salvando delle vite. Ad esempio, in Bangladesh i decessi legati ai cicloni sono passati dai 500mila nel 1970 ai 3.000 del 2007, in gran parte grazie alla preparazione e al miglioramento dei sistemi di allarme rapido.