• Articolo Roma, 9 maggio 2019
  • Negazionismo climatico, negli Usa crescono i “dubbiosi”

  • Negli Stati Uniti c’è chi dubita del fatto che i cambiamenti climatici siano causati dall’uomo. Peggio fanno solo Arabia Saudita e Indonesia

negazionismo climatico

Per il 13% degli statunitensi crede che i cambiamenti climatici non sono causati dall’uomo, mentre crescono i fautori del negazionismo climatico

(Rinnovabili.it) – Un sondaggio condotto da YouGov-Cambridge Globalism Project in 23 paesi ha dimostrato come negli USA stia aumentando il negazionismo climatico. La questione posta dai sondaggisti agli intervistati è stata se riconoscessero l’esistenza del cambiamento climatico. Ebbene il 13% degli statunitensi ha affermato che il clima sta cambiando «ma l’attività umana non è affatto responsabile». A questa percentuale di dubbiosi si aggiunge un 5% di persone che hanno espressamente negato il climate change e un 17% degli intervistati che ritengono che la questione sia «una montatura inventata per ingannare le persone». Una bufala, in sostanza, sulla scia di quanto più volte espresso dallo stesso Presidente Donald J. Trump in pubblico. Peggio degli Stati Uniti, solo Arabia Saudita (16%) e Indonesia (18%) posseggono una percentuale maggiore di persone che dubitano (o negano del tutto) il rapporto tra cambiamenti climatici e la mano dell’uomo come causa.

 

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I numeri dei sondaggi 
Il progetto è portato avanti da YouGov-Cambridge Globalism Project a partire dal mese di Febbraio [2019] e ha toccato diversi paesi nel mondo: Francia (1.021 persone intervistate); Germania (1.497); Italia (1.005); Spagna (1.014); Svezia (1.011); Danimarca (1.010); Polonia (1.019); Gran Bretagna (1.949); Australia (1.006); USA (2.012); Canada (1.006); Giappone (1.143); Brasile (1.006); Messico (1.009); Turchia (506); Egitto (1.537); Arabia Saudita (828); India (1.035); Cina (1.021); Indonesia (1.001); Thailandia (1.043); Nigeria (644); Sudafrica (1.002). Gli argomenti del sondaggio, svoltosi online, ha toccato argomenti quali il populismo, la globalizzazione, comportamenti alimentari, viaggi, tecnologia, cambiamenti climatici (e ambiente in generale), tecnologia.

 

Lo studio dell’Ipcc
Il negazionismo climatico sembra dunque ben radicato nonostante i continui allarmi del mondo scentifico. Nell’ottobre scorso un rapporto dell’Intergornmental Panel on Climate Change (Ipcc) dell’Onu ha dimostrato che rimangono solo circa 12 anni per mantenere il «riscaldamento globale ad un massimo di 1,5°C oltre il quale anche un aumento di mezzo grado peggiorerà significativamente [la situazione] aumentando rischi di siccità, calore e povertà per centinaia di migliaia di persone».
Il rapporto è stato pubblicato dopo essere stato approvato in una riunione plenaria a Incheon in Corea del Sud.

 

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