• Articolo Zurigo, 12 novembre 2012
  • Uno studio pubblicato su Science

    Nella siccità la causa della scomparsa dei Maya

  • Pare sia stata la siccità la reale causa della scomparsa civiltà Maya, trovatasi in difficoltà per la riduzione delle piogge e la mancanza di risorse

(Rinnovabili.it) – Sarebbe stata la siccità a distruggere la civiltà maya classica. Lo hanno ipotizzato i ricercatori dell’Università di Durham (UK ), della Pennsylvania State University (USA) e del Politecnico federale di Zurigo (Svizzera) analizzando i depositi contenuti in una grotta oltre alle iscrizioni ritrovate nelle aree di maggiore espansione della popolazione.

La cultura Maya classica, che si è sviluppata in alcune zone del Messico, Belice, Guatemala e Honduras ha sfruttato per anni le condizioni di pioggia che rendevano fertili le regioni piombando nel caos con l’arrivo di lunghi periodi di siccità.

I ricercatori hanno tenuto un registro nel quale hanno fissato una data che è una sorta di timeline dalla quale sono riusciti a ricostruire il tempo meteorologico del passato servendosi anche dei segni iscritti dalle popolazioni e lasciati dalle intemperie sui monumenti di pietra. Da questi dati la certezza che l’aumento delle guerre e delle ostilità tra i popoli coincisero con i periodi di siccità e quindi di tensione e di bisogno.

 

Grazie all’acquisizione dei nuovi dati è stato quindi stabilito che la fioritura della civiltà corrisponde a periodi di piogge e di abbondanza d’acqua, fioritura interrotta dalla siccità e quindi dalla mancanza di risorse fondamentali per la sopravvivenza registrate tra il 660 e il 1.100.

Da queste dichiarazioni la certezza quindi che i Maya non seppero adeguarsi al cambiamento climatico e alle sue conseguenze. A tal proposito infatti il Dr. James Baldini del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Durham ha aggiunto che l’ascesa e la caduta della civiltà Maya è l’esempio classico di una civiltà sofisticata che non è stata in grado di “adattarsi con successo ai cambiamenti climatici”. L’elevata concentrazione delle precipitazioni in alcuni periodi e il conseguente aumento della produttività dei sistemi agricoli avrebbe infatti portato all’aumento della popolazione e a un sovra sfruttamento delle risorse che ha poi destabilizzato gli individui nei momenti di necessità, portando la civiltà alla scomparsa.