• Articolo Roma, 20 aprile 2018
  • Le cause della nube radioattiva in Europa restano un mistero

  • L’Autorità per la sicurezza sulle radiazioni svedese ha fatto sapere che le cause della nube di inquinamento radioattivo dello scorso anno restano ancora ignote e che gli esperti da tutta Europa continueranno ad indagare autonomamente nei rispettivi Paesi

nube radioattiva

Esperti provenienti da Russia, Svezia, Francia, Germania, Inghilterra, Finlandia e Norvegia si sono incontrati per fare il punto sulle cause della nube radioattiva

(Rinnovabili.it) – Ancora dubbi e incertezze riguardo le cause scatenanti della nube radioattiva che si è diffusa lo scorso anno in Europa ad autunno, raggiungendo anche l’Italia. A confermarlo sono state le autorità svedesi che hanno dichiarato che gli esperti internazionali non sono ancora di definire le cause dell’evento. Nell’autunno scorso, tra fine settembre e inizio ottobre, in molte città europee le stazioni di controllo hanno registrato livelli elevati di isotopo radioattivo. Si tratta del rutenio 106, l’isotopo radioattivo che non esiste in natura ed è il prodotto di atomi che si dividono in una reazione nucleare. I primi a formulare ipotesi sulle cause di questa nube radioattiva erano stati gli scienziati francesi che hanno indicato come causa un incidente verificatosi in una centrale russa o kazaka. Ipotesi però respinta da entrambi i presunti interessati.

 

“I dati disponibili non forniscono informazioni sufficienti a provare che le emissioni di Ru-106 abbiano avuto origine dalle attività che sono state considerate come presunte cause dell’evento”, ha dichiarato ora l’Autorità per la sicurezza sulle radiazioni svedese. Gli scienziati chiamati per individuare le cause del fenomeno non sono dunque riusciti ad approdare ad una soluzione. Adesso, come annunciato pubblicamente dall’autorità svedese, i membri della commissione di esperti provenienti da Russia, Svezia, Francia, Germania, Inghilterra, Finlandia e Norvegia, e che si erano incontrati proprio la scorsa settimana per fare il punto sulla vicenda, potranno continuare le indagini in autonomia nei propri Paesi di origine. Secondo l’Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire (IRSM) la causa sarebbe individuabile in un incidente in un sito di trattamento di combustibile nucleare o in un centro per la medicina radioattiva e ha aggiunto che i risultati escludevano un reattore nucleare. Per l’Istituto francese questa nube tossica non avrebbe però avuto impatto sulla salute umana né sull’ambiente in Europa. Elemento che era stato sottolineato sin dall’inizio, quando, nonostante i livelli di rutenio 106 fossero molto più alti rispetto la norma, gli esperti di sicurezza nucleare non hanno mai ritenuto necessario richiedere l’evacuazione delle persone che abitano nelle zone investite dalla nube radioattiva.

 

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