• Articolo Amsterdam, 2 marzo 2012
  • GP: “Il rischio incidenti è alto, non si può lasciare tutto al caso”

    Nucleare: quanto siamo sicuri?

  • On line la mappa interattiva messa a punto da Greenpeace per stimare la distanza di un reattore nucleare e stimolare un efficace passaparola per contenere la catastrofe

(Rinnovabili.it) – I reattori nucleari attualmente attivi in tutto il mondo sono più di 400, nessuno di essi è sicuro. Eppure sono centinaia di milioni le persone che ne hanno uno vicino casa. Quanto è alto per loro il rischio di una pesante contaminazione da catastrofe nucleare? Prova a rispondere Greenpeace che ha appena sviluppato una mappa interattiva dalla quale ognuno di noi può stimare l’effettiva distanza da un reattore e rendersi conto degli eventuali rischi. L’idea è quella di stimolare un passaparola che dalla famiglia, passi agli amici fino ad arrivare agli organi governativi per scongiurare un Fukushima bis. Per Greenpeace, infatti, l’essere a conoscenza di cosa e dove sta accadendo, può facilitare le operazioni di evacuazione e controllare meglio il panico che normalmente si scatena in tali situazioni, come nel caso del terribile incidente giapponese, durante il quale le persone coinvolte hanno dovuto fare i conti con linee telefoniche sovraccariche, strade bloccate, internet fuori uso e tanti punti interrogativi senza risposta. Greenpeace spiega molto bene la condizione che si ritrova a vivere chi subisce questo genere di incidenti, per’altro in molte occasioni scongiurati in extremis. A parte quelli più conosciuti, infatti, per il loro triste epilogo, come Fukushima, Chernobyl e Three Miles Island, in 60 anni di storia sono state molte le occasioni sfiorate per un pelo, come il caso della centrale nucleare di Forsmark, in Svezia, che nel 2006 ha rischiato una pericolosa fusione del nocciolo. Ma per Greenpeace non si può vivere lasciando al caso e alla fortuna eventuali disastri. La mappa serve anche a questo.