• Articolo Oslo, 31 maggio 2013
  • Dodici target per rimpiazzare gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio

    Onu: le aziende rendano conto dell’impatto ambientale

  • Il nuovo gruppo di esperti istituito dalle Nazioni unite ha presentato una serie di raccomandazioni per sradicare la povertà e supportare la crescita sostenibile entro il 2030

Impatto ambientale: le aziende lo inseriscano nei rendiconti(Rinnovabili.it) – Oltre a notificare i guadagni annuali, le grandi aziende dovrebbero rendere noto il proprio impatto ambientale. E’ quanto chiede un panel, istituito dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, nel report “Un nuovo partenariato globale: sradicare la povertà e trasformare le economie attraverso lo sviluppo sostenibile”.

La relazione racchiude le principali raccomandazioni, elaborate dal gruppo di esperti d’alto livello, su come ridurre l’indigenza e promuovere la crescita economica a livello mondiale entro il 2030; a partire dalla richiesta di mettere al centro del processo di sviluppo mondiale  gli sforzi per rallentare il cambiamento climatico e quelli dedicati alla tutela dell’ambiente.

“Esiste un trend – il climate change – che determinerà se siamo in grado o meno di mantenere le nostre ambizioni”, si legge nel rapporto. “Senza la sostenibilità ambientale, non possiamo porre fine alla povertà”. Il rapporto – consegnato da presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono (a capo del gruppo) al Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon a New York – sostiene 12 target ‘esemplificativi’ che dovrebbero sostituire gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio, oramai in dirittura di arrivo.

 

E tra le raccomandazioni riportate nelle 69 pagine della relazione si spiega perché le grandi aziende dovrebbero essere obbligate a segnalare, oltre ai rispettivi conti finanziari, i propri impatti sociali e ambientali.Suggeriamo che venga introdotto gradualmente un regime obbligatorio di ‘comply or explain’ (letteralmente “aderire o spigare”) per tutte le società con una capitalizzazione di mercato pari o superiore ai 100 milioni di dollari. Lo stesso principio dovrebbe applicarsi ai governi”.

In questo contesto esiste già un precedente da cui prendere spunto: l’anno scorso, la Gran Bretagna è diventato il primo paese a costringere le principali aziende quotate in borsa (ben 1800 società) a pubblicare i dati inerenti le loro emissioni di gas serra all’interno dei rapporti sui guadagni. Inoltre il Panel propone obiettivi come il raddoppio della quota di energie rinnovabili nel consumo, l’eliminazione graduale dei sussidi ai combustibili fossili e la duplicazione del tasso di miglioramento dell’efficienza energetica dal settore edilizio fino a quello dei trasporti.