• Articolo New York, 28 gennaio 2019
  • Quanto impattano i cambiamenti climatici su pace e sicurezza?

  • Il dibattito voluto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha indagato i rischi associati ai disastri legati ai cambiamenti climatici, rischi che sono già una realtà per milioni di persone in tutto il mondo

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Il sottosegretario generale per gli affari politici e di costruzione della pace, Rosemary DiCarlo.

 

Achim Steiner (UNDP): “Cambiamenti climatici influenzano non solo l’atmosfera, ma anche la biosfera”

 

(Rinnovabili.it) – La relazione tra i rischi legati ai cambiamenti climatici e il conflitto è complessa e spesso si interseca con fattori politici, sociali, economici e demografici. I rischi associati ai disastri legati al clima non rappresentano uno scenario futuro lontano, ma sono già una realtà per milioni di persone in tutto il mondo. Si è aperto con queste considerazioni il dibattito voluto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su quanto il climate change, ormai riconosciuto da parte di scienziati, rappresentanti politici e società civile in tutto il mondo come moltiplicatore di minacce, impatti sulla pace e sulla sicurezza. Si è discusso a lungo se i cambiamenti climatici siano un problema che debba essere esaminato dall’Organismo per la pace e la sicurezza delle Nazioni Unite. Già nel 2007 il Consiglio di sicurezza ha esaminato per la prima volta i collegamenti tra cambiamenti climatici e insicurezza; da allora, sono state intraprese sempre più iniziative in questo senso, tra cui l’ultima nel luglio 2018, per comprendere e affrontare i rischi per la sicurezza legati al clima. Oggi la problematica è ben riconosciuta e lo testimonia anche la massiccia partecipazione che c’è stata al dibattito: oltre 70 Stati membri e dichiarazioni di una dozzina di ministri.

 

Come sottolineato dal sottosegretario generale per gli affari politici e di costruzione della pace, Rosemary DiCarlo, che ha aperto i lavori, è necessario concentrarsi su tre aree chiave: lo sviluppo di una capacità analitica più forte con quadri di valutazione del rischio integrati; la replica sul campo delle buone pratiche relative alla prevenzione e alla gestione del rischio climatico; la costruzione di partenariati per sfruttare le capacità esistenti all’interno e all’esterno del sistema delle Nazioni Unite. “Alle parole – ha detto la DiCarlo – devono seguire le azioni. Grandi eserciti e imprese hanno da tempo riconosciuto la necessità di prepararsi per i rischi legati al clima, valutando giustamente il cambiamento climatico come un moltiplicatore di minacce”. Per il Sottosegretario, infatti, è importante impegnarsi soprattutto per le persone emarginate e vulnerabili.

 

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Anche per Achim Steiner a capo dell’UNDP, è chiaro che il cambiamento climatico non stia solo influenzando l’atmosfera, ma anche la biosfera e il mondo purtroppo non sta al passo con la sfida. Steiner ha invitato il Consiglio di sicurezza a riconoscere la scienza e le prove empiriche, a sfruttare tutte le possibili misure che possano rallentare il riscaldamento globale e a investire nell’adattamento climatico e nella riduzione del rischio per i milioni di persone che già soffrono gli effetti dei cambiamenti climatici.

 

Invitata a intervenire anche la UN World Meteorological Organization (WMO), che si è detta pronta a sostenere l’ONU e gli Stati membri con una scienza d’avanguardia e le informazioni degli esperti. Il professor Pavel Kabat, capo scienziato della WMO ha portato alcuni dati scientifici chiari sul tavolo dei relatori: “I cambiamenti climatici hanno una moltitudine di impatti sulla sicurezza, riducono i guadagni in termini di nutrizione e accesso al cibo, accrescono il rischio di incendi violenti, aumentano potenziali conflitti idrici e portano a maggiori spostamenti interni e migrazioni”. Per Kabat, non ci sono dubbi che i cambiamenti climatici siano una minaccia per la sicurezza nazionale.

 

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