• Articolo Roma, 28 settembre 2015
  • Successo in tutta Italia per il movimento No Triv

    Otto Regioni hanno detto sì al referendum contro le trivelle

  • Quasi in contemporanea sono arrivati i voti dei Consigli regionali di Abruzzo, Veneto e Calabria. All’unanimità chiedono lo stop alle trivelle di Renzi

Otto Regioni hanno detto sì al referendum contro le trivelle

 

(Rinnovabili.it) – Salgono a otto le Regioni favorevoli a un referendum abrogativo degli articoli 35 e 38 dello Sblocca Italia, che favorirebbero un proliferare delle trivelle sui territori. Venerdì sono piovuti i sì di tre Consigli regionali contemporaneamente: Calabria, Veneto e Abruzzo, tutti con voto unanime, hanno approvato i quesiti referendari. La schiera dei contrari comprende già Basilicata, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, ma pare destinata a gonfiarsi ancora. Il numero previsto dalla Costituzione, comunque, è già stato raggiunto. Basta l’ok di 5 Regioni per avviare la procedura che porta ad una consultazione referendaria. Poi è solo di tempi, e la tabella di marcia è questa: il 30 settembre è previsto il deposito della richiesta referendaria presso la Corte di Cassazione da parte dei delegati regionali. Ad ottobre inizierà il controllo dell’Ufficio centrale sulla regolarità dei referendum, poi toccherà alla Corte costituzionale pronunciarsi entro il 10 febbraio. Solo a quel punto, il presidente della Repubblica potrà indire formalmente il referendum. La consultazione avverrà una domenica, ancora da fissare, compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2016.

 

Otto Regioni hanno detto sì al referendum contro le trivelle 3I referendum tenteranno di abrogare norme che permettono le estrazioni di idrocarburi in mare, alcune disposizioni dello Sblocca Italia in merito al rilascio delle autorizzazioni per lo sfruttamento minerario e altre misure che sottraggono autonomia decisionale ai territori in merito alle politiche energetiche. Se raggiungeranno il quorum, il governo non potrà trivellare entro le 12 miglia dalla costa, limite che adesso sta cercando di far saltare su pressione delle lobby.

Il merito di aver smosso le acque della politica locale è del movimento NoTriv, iniziativa nata dal basso che ha portato anche a grandi mobilitazioni di piazza. Alla campagna partecipano oltre 200 associazioni, organizzazioni e movimenti e di decine di personalità provenienti dal mondo della cultura, dell’università, della politica.

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