• Articolo Washington, 18 novembre 2016
  • I dati della NOAA

    Ottobre interrompe la striscia di caldo record ma il 2016 sarà bollente

  • E’ stato “solo” il terzo mese più caldo da quando esistono le serie storiche, ma le temperature globali sono state comunque di 0,73°C più alte della media del 20° secolo

Ottobre interrompe la striscia di caldo record ma il 2016 sarà bollente

 

(Rinnovabili.it) – Con ottobre finisce la striscia di caldo record che durava da 16 mesi, con le temperature globali che iniziano ad allontanarsi dal picco registrato a inizio anno, influenzato dal fenomeno climatico El Nino. Ma l’eccesso di calore intrappolato dai gas serra dispersi nell’atmosfera fa sì che restino ben al di sopra della media: così il 2016 sarà davvero l’anno più caldo della storia. È il quadro che emerge dai dati NOAA appena rilasciati, che confermano le previsioni anticipate dall’Agenzia Onu per la meteorologia pochi giorni fa.

Ottobre 2016 è “solo” il terzo più caldo di sempre, alla pari con i dati 2003. Le temperature globali sono state di 0,73°C più alte della media del 20° secolo. Ben più alto, invece, il dato relativo a tutto l’anno in corso: se si guardano i grafici da gennaio, la distanza dalla media storica è di 0,97°C.

 

A spingere in alto la colonnina di mercurio è stata soprattutto la temperatura degli oceani, mai così bollenti quest’anno e seconda soltanto a quelle dell’ottobre 2015. Quando, però, El Nino stava dispiegando tutta la sua potenza. A soffrire di più la marcia a tappe forzate del riscaldamento globale sono i ghiacci dell’Artico. La loro estensione è stimata in appena 980mila miglia quadrate, cioè quasi il 30% in meno della media 1981-2010. Per fare un paragone, si è sciolta un’area ghiacciata grande 8 volte l’Italia. Va meglio – anzi, meno peggio – la situazione in Antartide, dove la flessione è del 4%.

Secondo gli scienziati della NOAA, basta che novembre e dicembre si attestino su temperature pari alla media degli ultimi 16 anni affinché il 2016 diventi l’anno più caldo di sempre. L’unico fattore che può intervenire è La Nina, il fenomeno speculare e freddo del suo omologo “maschile”: tuttavia i climatologi che ne stanno monitorando l’andamento sostengono che per il momento è troppo debole per far sentire davvero i suoi effetti.

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