• Articolo Reggio Emilia, 26 aprile 2012
  • Ogni anno, l’industria del divertimento produce in Italia circa 45 mila tonnellate di anidride carbonica

    Parte ‘Green Night’, il tour dei locali notturni sostenibili

  • L’iniziativa coinvolgerà i frequentatori notturni con iniziative a ridotto impatto ambientale

Un tour che coinvolgerà i locali notturni nella promozione del “divertimento sostenibile” ad impatto ridotto sull’ambiente – stiamo parlando di ‘Green Night, il famoso progetto promosso dal Centro Antartide di Bologna (in collaborazione con Legambiente Reggio-Emilia, Wwf Rimini, coop Il Millepiedi e insieme al sostegno della Regione Emilia-Romagna) che presto inizierà in Italia la sua “stagione” di eventi “Fuori Orario” eco-compatibili per promuovere l’immagine ‘green’ dei clubs e fidelizzare il pubblico attraverso il rispetto per la natura.

Il progetto in particolare – grazie all’impiego di idee originali come, ad esempio, i bicigeneratori (biciclette in grado di produrre energia elettrica grazie all’energia cinetica di chi pedala) – coinvolgerà i frequentatori notturni a partire dal 28 aprile a Reggio Emilia con l’iniziativa Circolo Arci Fuori Orario, poi il 4 maggio a Bologna con il Green Social Festival e la Green Night Parade ed infine, il 19 maggio al locale Velvet Club di Rimini. I locali che aderiranno al programma ‘Green Night’, attueranno inoltre un ramificato piano di interventi sostenibili che comprenderà l’energia elettrica utilizzata nel loro sistema di illuminazione, i bicchieri in cui sono serviti cocktail e bevande di consumo, lo smaltimento dei rifiuti, il trasporto dei clienti, l’uso razionale dell’acqua erogata nei servizi igienici fino all’installazione di pannelli fotovoltaici per produrre energia.

Il progetto ‘Green Night’ è nato con l’obiettivo di ridurre (in parte) l’impatto ecologico derivato dall’industria del divertimento (a cominciare dai locali notturni), che ogni anno produce in Italia, tra concerti, festival e discoteche, circa 45 mila tonnellate di anidride carbonica. A questa cifra vanno ad aggiungersi il consumo di risorse naturali, di materie prime e la produzione, spesso massiccia, di rifiuti.

 

(Matteo Ludovisi)