• Articolo Trieste, 25 novembre 2011
  • Gli scarti della produzione diventano una nuova fonte di reddito

    Per fare una sedia, ci vuole un anacardo…

  • Da oggi, sarà possibile impiegare gli scarti di lavorazione di alcuni prodotti alimentari per realizzare complementi d’arredo di design ed ecosostenibili

(Rinnovabili.it) – Utilizzare i sottoprodotti dell’industria agricola e alimentare per produrre resine dal bassissimo impatto ambientale, grazie alle quali realizzare complementi d’arredo ecosostenibili. L’idea di impiegare polimeri naturali nel settore dell’arredamento è nata grazie a un accordo siglato tra il Gruppo Sintesi, che opera nel settore del design contemporaneo, e Cimteclab, un’impresa insediata in AREA Science Park, che sviluppa prodotti e tecnologie nel comparto dei materiali compositi.

 

In pratica, gli scarti della produzione, nella maggior parte dei casi prodotti tossici e con alti costi di smaltimento, vengono trasformati in una nuova fonte di reddito, cioè impiegati per la realizzazione di monomeri e polimeri ad alte prestazioni. Attualmente, i prodotti messi a punto (principalmente lampade e sedie) derivano dagli scarti di lavorazione dell’industria dell’anacardo: a essere utilizzato, infatti, è il liquido estratto dal guscio della noce, chiamato Cashew Nut Shell Liquid (CNSL), che viene adoperato per la sintesi di strutture versatili che serviranno poi alla produzione del complemento d’arredo vero e proprio. Tantissime le applicazioni già testate: dagli adesivi alle vernici anticorrosive e antivegetative; dalle resine per tubi, serbatoi e laminati piani, all’imbottitura per i materassi; dalle resine senza solventi per la verniciatura del legno, a quelle per la produzione di schede elettroniche.