• Articolo Roma, 27 ottobre 2011
  • “Continuano a essere ostacolati i progetti per abbattere le emissioni”

    Per Greenpeace, green economy utile per risolvere la crisi

  • No a centrali elettriche e alla Robin Hood Tax, sì a incentivi all’efficienza energetica: questa la posizione che secondo l’associazione ambientalista il Governo dovrebbe assumere a Durban

(Rinnovabili.it) – Il territorio italiano è troppo spesso maltrattato e subisce i danni conseguenti al cambiamento climatico, “con un pesante fardello di danni e vite umane”. Sono queste le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulle quali Greenpeace ha espresso tutto il suo apprezzamento, convinta che la politica debba prendere atto degli effetti che i cambiamenti climatici provocano nel nostro Paese. L’associazione ambientalista è curiosa di sapere quali saranno le posizioni che l’Italia intenderà assumere alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, che si terrà tra un mese a Durban. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Commissione europea, convinta che una riduzione del 30% delle emissioni da qui al 2020 sia possibile, secondo Greenpeace il Governo italiano continua a ostacolare tutti quei progetti che potrebbero risultare determinanti per l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica all’interno dell’Unione europea. Per questo chiede con forza che venga messa al bando la costruzione di nuove centrali elettriche a carbone, che vengano dismesse o convertite quelle esistenti, che si opti per l’adozione di misure incentivanti per l’efficienza energetica e che venga cancellata la Robin Hood Tax sulle rinnovabili: tutte misure che, oltre a essere strategiche per la creazione di nuovi posti di lavoro, potrebbero per Greenpeace “proiettare il Paese ai vertici della green economy e contribuire alla soluzione della crisi attuale”.