• Articolo Bruxelles, 14 marzo 2013
  • Un incontro che durerà oggi e domani

    Pesticidi: l’Ue torna sul tema in difesa delle api

  • L’Europa per difendere le api sta vietando l’utilizzo in agricoltura di tre pericolosi pesticidi neonicotinoidi che causano la scomparsa di importanti colonie di api

(Rinnovabili.it) – A Bruxelles si riuniscono i rappresentanti degli Stati membri per discutere sui tre pesticidi accusati di danneggiare le api. Oggi e domani gli esperti sul tema si troveranno a discutere le strategie di riduzione dell’impatto di queste sostanze chimiche e in occasione della riunione Greenpeace ha voluto esortare i rappresentanti dei governi ad impegnarsi su questo fronte. Proteggere l’ambiente e non cedere alle pressioni dell’industria dei pesticidi deve essere il nuovo approccio, per il bene di tutti.

Oltre al ruolo fondamentale delle api come impollinatrici, il business che ruota attorno al servizio si stima abbia un valore economico di 22 miliardi di euro per l’agricoltura europea.

 

Dopo l’allarme lanciato a livello europeo la Commissione si trova oggi a discutere il divieto di impiego dei neonicotinoidi in agricoltura, appoggiata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea), autrici di due documenti specifici che evidenziano lo stato delle cose.

“La comunità scientifica italiana, europea e mondiale ha messo in guardia più volte sul pesante contributo che neonicotinoidi e altri pesticidi apportano al drammatico declino delle api. Agire con urgenza per vietare questi prodotti, sia nella concia che nelle altre formulazioni, insieme agli altri pesticidi killer delle api, è il passo più urgente ed efficace per salvare le api e la loro opera essenziale per la nostra agricoltura e il nostro ecosistema” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace.

La risposta delle aziende produttrici di pesticidi è stata una massiccia campagna di comunicazione, anche tra i vertici della politica, per difendere i neocotinoidi che, se eliminati, a loro parere porterebbero ad una importante perdita dei raccolti.