• Articolo Strasburgo, 16 gennaio 2019
  • Pesticidi, da Strasburgo ok a rivalutare cancerogenicità glifosato

  • L’Europarlamento chiede di migliorare la procedura di approvazione dei fitofarmaci in Europa e renderla più trasparente e responsabile. È l’erbicida numero uno al mondo torna sotto esame

pestici

 

La plenaria di Starsburgo accoglie il progetto di relazione della Commissione Speciale sui pesticidi

(Rinnovabili.it) – Sì alla pubblicazione degli studi utilizzati nell’autorizzazione dei pesticidi e sì alla rivalutazione della cancerogenicità del glifosato. Nove anni dopo l’adozione del regolamento sui prodotti fitosanitari (1107/2009), i deputati europei tornano a discutere delle norme che regolano un settore per lungo tempo rimasto nell’ombra. E lo fanno in plenaria, dando il via libera al progetto di relazione della Commissione speciale PEST, il gruppo istituito lo scorso febbraio in seno a Strasburgo, all’indomani del criticato rinnovo UE all’uso del glifosato.

 

Al comitato era stato affidato un compito preciso: indagare su possibili falle o criticità nel sistema di valutazione e autorizzazione dei pesticidi di cui viene chiesta la commercializzazione nel vecchio continente. Sul processo, infatti, pesano ormai da tempo accuse gravi. La maggior parte degli studi scientifici sono tenuti segreti e molti degli esperti che collaborano con le autorità di controllo europee sono stati accusati di conflitti d’interesse a causa di legami finanziari, diretti o indiretti, con il mondo dell’agrochimica.

 

La relazione fra chi controlla e chi deve essere controllato sembra essersi fatta nel tempo sempre più stretta fino a sfiorare il paradosso: nel 2017 un’indagine giornalistica ha rivelato che la relazione utilizzata dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per dichiarare la non cancerogenicità del glifosato, è un sapiente copia e incolla di uno studio della Monsanto. Solo un anno più tardi l’analisi condotta dall’esperto di plagio Stefan Weber (Università di Vienna) e dal biochimico Helmut Burtscher (Global 2000) ha rincarato la dose confermando che ben il 50% di quel documento proviene direttamente da studi effettuati dall’industria agrochimica.

 

Le proposte su pesticidi e fitofarmaci della Commissioe speciale PEST

Cosa cambierà con il voto di oggi? È presto per dirlo dal momento che per essere integrato nella legislazione europea il progetto deve essere accolto dalla Commissione e dal Consiglio dell’UE.

Il testo chiede di rendere pubblici gli studi utilizzati nella procedura di validazione di ogni singolo pesticida, compresi tutti i dati e le informazioni a sostegno delle domande d’autorizzazione. Inoltre i richiedenti dovrebbero registrare gli studi eseguiti in un archivio pubblico e consentire un “periodo per le osservazioni”, che permetta di tener conto di tutte le informazioni pertinenti prima di prendere una decisione. I deputati ritengono anche che l’esecutivo europeo debba svolgere uno studio epidemiologico sull’impatto reale dei prodotti fitosanitari sulla salute umana e propongono di fissare livelli massimi di residui per i suoli e le acque superficiali.

 

“Il Parlamento europeo ha ascoltato i cittadini dell’UE, che hanno espresso richieste attraverso l’European Citizen Initiative (ECI)”, spiega Bart Staes (verdi eurpei/ALE), rapporteur del progetto di relazione. “La commissione PEST non si è piegata alle pressioni della lobby dei pesticidi e oggi chiede una forte azione per proteggere la salute”.

Neo del lavoro svolto, l’incapacità di risolvere la controversia sulla cancerogenicità del glifosatoPer questo motivo – prosegue Staes – è stata chiesta una revisione sistematica di tutti gli studi rilevanti” sul tema. In altre parole l’Unione Europea avrà ancora tempo per decidere sul destino del celebre erbicida il cui uso, ricordiamo, è stato prorogato fino al 2022.

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