• Articolo Anchorage, 11 novembre 2014
  • Dan Ritzman, Sierra Club: «Non possiamo barattare popolazione animale e clima con sporche trivellazioni»

    Petrolio in Artico: le trivelle minacciano i trichechi

  • Le nuove regole del Fish and Wildlife Service contro la biodiversità aprono il mare di Chukchi, fonte di cibo per i trichechi, ai cercatori di petrolio. Ma gli ambientalisti fanno muro

Petrolio in Artico le trivelle minacciano i trichechi-

 

(Rinnovabili.it) – Sei gruppi ambientalisti hanno fatto causa al U.S. Fish and Wildlife Service (FWS), nel tentativo di contrastare una norma che permetterebbe alle compagnie di cercare petrolio, dal prossimo anno, in una zona chiave per l’alimentazione dei trichechi. Si tratta del mare di Chukchi, parte dell’oceano Artico fra la Russia e l’Alaska. Shell ha già annunciato le sue intenzioni di procedere, sottraendo un altro pezzo di mondo al regno animale. Ma Earthjustice, Greenpeace, Alaska Wilderness League, Center of Biological Diversity, Sierra Club e National Resources Defence Council non ci hanno pensato su due volte: sono corse tutte dall’avvocato per mettere fin da subito i bastoni fra le ruote della compagnia.

«Il Fish and Wildilife Service dovrebbe fare un lavoro migliore per proteggere le famiglie di tricheco, con mamme e cuccioli che lottano per sopravvivere in un mare di Chukchi che sta cambiando drammaticamente». Lo ha detto Eric Grafe, avvocato dell’associazione Earth Justice, che ha aggiunto: «Le sfide di oggi ci spingono a proteggere i trichechi dal patire serie minacce per mano delle compagnie come Shell. Questi animali sono già vittime di tremendo stress a causa dei cambiamenti climatici, il ghiaccio marino su cui trascorrevano molta parte della vita sta scomparendo. Le nuove regole porteranno altri guai al tricheco, permettendo rischiose operazioni di trivellazione in aree chiave per l’alimentazione e la sosta».

 

L’avvocato Grafe conosce bene il pericolo che corrono questi mammiferi, letteralmente privati del loro habitat a causa del riscaldamento globale. Dissolti i grandi blocchi di ghiaccio marino – luogo prediletto per cacciare e crescere i piccoli – 35 mila esemplari confusi si sono riversati in massa sulle coste dell’Alaska verso fine settembre. Altri 10 mila si sono diretti invece sulle sponde della Russia.

«Non possiamo sacrificare la popolazione animale dell’Artico e il clima sull’altare di sporche trivellazioni – ha tuonato Dan Ritzman, Alaska program director di Sierra Club – Se non iniziamo a lasciare i combustibili fossili nel terreno, gli effetti sulla natura potranno soltanto peggiorare».

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