• Articolo Nairobi, 30 gennaio 2013
  • Presente anche il ministro dell'ambiente italiano Corrado Clini

    Petrolio e gas, l’industria “perde”

  • Climate and Clean Air Coalition invita l’industria dei carburanti fossili a collaborare per ridurre le emissioni di gas serra derivanti dalle perdite “fisiologiche” di combustibile nel ciclo di produzione e distribuzione

(Rinnovabili.it) – Oltre una dozzina di ministri provenienti da paesi di tutto il mondo si sono uniti per chiedere un rapido intervento per ridurre le perdite delle compagnie petrolifere e del gas. Questo settore industriale deve, infatti, fare i conti ogni anno con importanti fuoriuscite di carburante in momenti diversi lungo la filiera. Si stima che oltre l’8 per cento della produzione mondiale totale di gas naturale si perda ogni anno nelle operazioni di svasatura e nei sistemi di sfiato. E come se non bastassero le perdite economiche, calcolate tra i 27 e i 63 miliardi di dollari, questo problema causa il rilascio di quasi due miliardi di tonnellate di CO2 equivalente l’anno, di cui oltre l’80 per cento è costituito da emissioni di metano.

 

Questi dati rendono le operazioni delle compagnie dei carburanti fossili la seconda più grande fonte di metano di origine antropica dopo l’agricoltura. In tal senso i decisori politici riuniti nella Climate and Clean Air Coalition si propongono di aiutare le aziende ad accelerare ed ampliare le iniziative di riduzione volontaria delle emissioni lì dove sono presenti opportunità convenienti per farlo, e dimostrare il progresso delle compagnie che hanno già intrapreso un’azione significativa. La Coalizione lavorerà pertanto con le aziende leader nel settore petrolchimico per progettare in modo collaborativo un’iniziativa che ottenga rapidi risultati sia dal punto  di vista ambientale che economico. L’iniziativa si baserà sui risultati del Programma internazionale Natural Gas STAR e la Global Partnership per la riduzione del gas flaring.