• Articolo Baton Rouge, 17 maggio 2019
  • Fermato dopo 14 anni lo sversamento di petrolio della piattaforma Taylor Energy

  • La Guardia Costiera americana ha annunciato il contenimento della fuoriuscita di petrolio grezzo causata dall’affondamento della piattaforma offshore danneggiata nel 2004

disastro piattaforma taylor energyIl disastro della Taylor Energy rappresenta il più lungo sversamento di grezzo in mare nella storia degli Stati Uniti

 

(Rinnovabili.it) – La Guardia Costiera degli Stati Uniti ha annunciato il definitivo contenimento della fuoriuscita di petrolio causata dall’affondamento, nel 2004, della piattaforma d’estrazione della compagnia Taylor Energy, collassata in seguito ai danni riportati dopo l’uragano Ivan. Dopo oltre 14 anni, si chiude quello che può essere considerato lo sversamento di petrolio grezzo in mare più lungo nella storia degli USA.

 

La piattaforma della Taylor Energy si trovava nel Golfo del Messico, 11 miglia a largo delle coste della Louisiana: il passaggio dell’Uragano Ivan, nel settembre 2004, causò il crollo dei canyon sottomarini su cui poggiava la stazione estrattiva portando all’inabissamento del sito.

Negli anni successivi, la compagnia riuscì a chiudere 25 delle condutture danneggiate, lasciandone diverse altre ancora aperte e libere di sversare petrolio in mare.

 

Nel 2012, diversi gruppi ambientalisti hanno citato in giudizio la Taylor Energy, condannata a riparare al danno ambientale: sotto la guida del Capitano della Guardia Costiera, Kristi Luttrell, la compagnia è stata costretta a installare sistemi di contenimento della fuoriuscita del petrolio, pena il pagamento di una penale di 40 mila dollari giornalieri.

 

Gli sforzi della Taylor Energy, tuttavia, sono apparsi insufficienti alla Guardia Costiera che ha quindi commissionato i lavori di contenimento alla Couvillion Group, scatenando un’ulteriore battaglia legale con la compagnia petrolifera, secondo cui la Couvillion mancava di esperienza in materia per portare a termine una simile operazione.

 

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Completati i lavori d’installazione degli impianti di contenimento lo scorso 29 aprile, portavoce della Couvillion hanno affermato di aver recuperato fino a 1.000 galloni di petrolio al giorno, per un totale di oltre 30 mila galloni di grezzo prelevate nelle ultime settimane.

 

Recentemente, un’indagine del Washington Post basata sulle rilevazioni dell’esperto in geoscienze Oscar Garcia Pineda, aveva rivelato lo sversamento stimato di una quantità tra gli 1,5 e i 3,5 milioni di barili di grezzo negli ultimi 14 anni. Una tesi che contraddiceva le dichiarazioni della Taylor Energy, secondo cui non vi era quasi nessuna traccia di fuoriuscita di petrolio nel luogo del disastro.

 

“Il sistema sta funzionando e l’enorme macchia traslucida evidente in precedenza è ora appena visibile– ha commentato in una nota il Capitano Luttrell – Continueremo a monitorare le prestazioni degli impianti e ad apportare le modifiche necessarie per massimizzare il contenimento dello sversamento”.

 

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Un Commento

  1. carlo sidoli
    Posted luglio 2, 2019 at 6:10 am

    pare che non sia così e che continuino le perdite di petrolio (vedi articolo su “Post” del 2 luglio)

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