• Articolo Roma, 25 gennaio 2013
  • Giannì: “La bonifica non c’è stata e la Commissione è stata ingannata”

    Pioltello: per Greenpeace una bonifica illegale

  • L’associazione ambientalista denuncia attività illecite sul caso della ex-Sisas e chiede alla Commissione europea di intervenire per far luce sulla vicenda

(Rinnovabili.it) – Una vergognosa truffa, sulla quale deve esprimersi e farsi sentire la Commissione Europea. Greenpeace applaude il lavoro svolto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso della ex-Sisas di Pioltello-Rodano, che ha evidenziato attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e, di fatto, la mancata bonifica del sito. Nella “Relazione” che la Commissione parlamentare ha presentato ieri, infatti, verrebbe descritto molto bene, riferisce Greenpeace, un sistema in cui imprenditori privati e “controllori” sono riusciti a spendere ben 40 milioni di euro senza eseguire alcuna attività di bonifica e, in alcuni casi, senza nemmeno procedere alla caratterizzazione di alcune aree.

 

La bonifica non c’è stata – denuncia Greenpeace – e la Commissione Europea è stata ingannata”. La vicenda, ha spiegato l’associazione ambientalista, inizia nel 2004, con una sentenza della Corte di Giustizia europea che condanna l’Italia a una multa di 400 milioni di euro, il cui pagamento viene tuttavia scongiurato nel 2011, quando il Governo riferisce alla Commissione europea, che l’avallò, la comunicazione sull’effettiva avvenuta bonifica. Non solo. “Per evitare la multa dell’UE – ha detto il Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – è stato cambiato il codice identificativo dei rifiuti per facilitarne lo smaltimento. Se la Commissione europea non interviene dimostra la sua complicità in questa scandalosa vicenda”. La Relazione della Commissione parlamentare è stata dunque inoltrata ai funzionari UE, chiedendo un loro rapido intervento.