• Articolo Giacarta, 20 novembre 2018
  • Indonesia: trovata balena morta con 6kg di plastica nello stomaco

  • All’interno del tratto gastrico dell’animale rinvenuti un centinaio di rifiuti tra cui infradito, bottiglie, sacchetti e un numero impressionante di bicchieri in plastica

plastica stomaco balena

(Foto di Social Media / Reuters)

 

Gli oceani sono diventati delle zuppe di plastica e gli animali ne pagano le conseguenze

(Rinnovabili.it) – I rifiuti di plastica abbandonati continuano a colonizzare l’ecosistema marino. L’ultimo essere vivente a pagare le conseguenze dell’incuria umana è stata una balena, arenatasi in questi giorni sulle spiagge indonesiane del parco nazionale Wakatobi. Nello stomaco dell’animale, un capodoglio di 9,5 metri, sono stati trovati quasi 6 chili di spazzatura tra cui bottigliette, sacchetti e persino degli infradito, oltre un centinaio di bicchieri in plastica e 1.000 frammenti polimerici. Le autorità, giunte sul luogo dello spiaggiamento, non sono state in grado di accertare le cause della morte; o meglio, non è stato possibile collegare il decesso alla plastica ingerita dal momento che la balena era già in avanzato stato di decomposizione quando è stata trovata. Tuttavia l’impressionante contenuto gastrico rilancia un allarme di per sé già grave (leggi anche I rifiuti plastici negli oceani sono cresciuti di 100 volte in 40 anni).

“Sebbene non siamo stati in grado di dedurre la causa della morte, ciò che abbiamo visto è davvero terribile”, ha dichiarato Dwi Suprapti, coordinatore della conservazione delle specie marine presso il WWF Indonesia, che si è fatto carico del problema assieme agli esperti dell’accademia di conservazione del parco.

 

In realtà non è la prima volta che le acque del sud-est asiatico diventano lo scenario di simili ritrovamenti. Un destino quasi identico era toccato a giugno di quest’anno ad una balena pilota arrivata agonizzante sulle rive della Thailandia. Gli otto chili di rifiuti che ostruivono il suo stomaco, hanno condannato il cetaceo ad una morte lenta per denutrizione, che ha reso inutile qualsiasi tentativo di salvataggio.

 

La storia continua a ripetersi e non può che aggravarsi in un territorio dove l’inquinamento da plastica è ai massimi livelli. Secondo quanto rivelato da un rapporto del 2015 del Centro per l’economia e l’ambiente McKinsey, Cina, Indonesia, Filippine, Vietnam e Tailandia, sono responsabili fino al 60 per cento dei rifiuti plastici che finiscono ogni anno negli oceani (leggi anche Rifiuti negli oceani: i 5 Paesi che ammorbano il mondo). Solo l’Indonesia, un arcipelago di 260 milioni di persone, butta ogni anno 3,2 milioni di tonnellate di plastica, di cui 1,29 milioni di tonnellate finisce direttamente in mare. Luhut Binsar Pandjaitan, ministro indonesiano degli affari marittimi, ha spiegato alla AFP che il governo si sta impegnando a ridurre l’uso della plastica monouso con una serie tra cui campagne di educazione ambientale scolastica. L’obiettivo è di ridurre l’uso di questo materiale del 70 per cento entro il 2025.

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