• Articolo Londra, 19 ottobre 2018
  • Al James Dyson Award, posate dalle patate e non solo

  • Tra i finalisti al James Dyson Award anche Potato Plastic, una plastica biodegradabile prodotta attraverso la fecola di patate, uno dei tanti progetti innovativi che hanno risposto alla chiamata “Progetta qualcosa che risolva un problema”

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Potato Plastic è la plastica biodegradabile che potrebbe sopperire la plastica monouso

 

(Rinnovabili.it) – Ci sono anche le posate di plastica biodegradabile prodotta con la fecola di patate tra i progetti finalisti del James Dyson Award, la competizione che ogni anno vede gareggiare progetti provenienti da tutto il mondo, elaborati da studenti o neolaureati di design e ingegneria che rispondono alla chiamata “Progetta qualcosa che risolva un problema”. Svelati i nomi dei primi venti progetti finalisti, che puntano al premio di £30.000 (il vincitore lo scopriremo a novembre), molti di questi estremamente interessanti per le soluzioni offerte a problematiche di vario tipo.

 

Tra questi, anche l’idea del designer svedese Pontus Törnqvist della Lund University, che ha sviluppato Potato Plastic, un materiale a base di fecola di patate che assomiglia alla plastica, ma biodegrada nel suolo in meno di due mesi. Si tratta di un materiale termoplastico, composto da fecola di patate e acqua mischiate insieme, riscaldate fino al loro addensamento e successivamente versate in determinati stampi ed esposte al calore fino a che non diventano un pezzo compatto e asciutto. Il giovane designer spera che il suo progetto possa aumentare la consapevolezza su una problematica di portata mondiale: il consumo di plastica monouso e l’abuso che se ne fa in certi settori come in quello del fast food per esempio: “L’ambiguità di certi prodotti di plastica – spiega Törnqvist – è quella di avere una capacità di durata di oltre 450 anni e un periodo di utilizzo di circa 20 minuti”. Sopperirli con un materiale come il Potato Plastic potrebbe avere ricadute benefiche per la salute umana e quella dell’ambiente. “Il mio materiale – ha aggiunto – proviene da un prodotto della terra e una volta esaurita la sua funzione può tranquillamente ritornare nella terra”.

 

>>Leggi anche Plastica monouso: si allunga la lista degli oggetti banditi<<

 

Oltre alle posate di plastica biodegradabile a base di patate, tra i finalisti del James Dyson Award ci sono anche: O-Wind, la turbina eolica sferica di cui abbiamo già parlato che, sfruttando il principio di Bernoulli, è in grado di catturare il vento che viaggia in qualsiasi direzione; WaterSafe, l’innovativo sistema di gestione idrica domestica in grado di contenere lo spreco giornaliero di acqua; Bing Bin, il bidone intelligente che riconosce, differenzia e compatta i rifiuti; Bermuda, il purificatore d’acqua low cost perfetto per le situazioni di emergenza.

2 Commenti

  1. Maria Grazia Caputo
    Posted ottobre 21, 2018 at 9:26 am

    Desidero che venga portata in discussione sul tavolo del governo la riorganizzazione del protocollo di comunicazione per la raccolta differenziata cioè a livello mondiale gestire in un solo modo sia le giornate sia i colori dei contenitori sia la tipologia di rifiuto e obbligare le aziende produttrici di imballaggi ad indicare sul pacchetto la modalità di smistamento….. Chi produce imballaggi da rifiuto indifferenziato paghi una penale più alta!

  2. Rodolfo Ceciliato
    Posted novembre 24, 2018 at 4:04 pm

    eccezionale e interessantissimo deve essere publicizzato

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