• Articolo Londra, 12 gennaio 2018
  • La lotta alla plastica al centro del nuovo Piano Verde UK

  • La premier presenta il nuovo programma venticinquennale per l’ambiente. E annuncia: stop entro il 2042 ai tutti i rifiuti di plastica evitabili

Piano Verde UK

 

 

Un Piano Verde UK per affrontare il divorzio ambientale dall’UE

(Rinnovabili.it) – Estendere la tassa da 5 pence a tutti i sacchetti usa e getta, realizzare corsie di prodotti sfusi all’interno dei supermercati, erogare nuovi finanziamenti per l’innovazione nella filiera dei polimeri , stanziare fondi dedicati alla lotta all’inquinamento da plastica nei Paesi in via di sviluppo. Questi alcuni dei punti principali del nuovo Piano Verde UK (25 Year Environment Plan), lo strumento di programmazione ambientale presentato oggi dal primo ministro britannico Theresa May.

 

Il programma, stilato dal dipartimento ambientale di Michael Gove con contributi da parte di gruppi di pressione, è fortemente incentrato sulla plastica, definita senza mezzi termini “uno dei grandi flagelli ambientali del nostro tempo”. “Solo nel Regno Unito – ha commentano la premier  – la quantità di plastica monouso sprecata ogni anno riempirebbe 1.000 Royal Albert Hall (la spettacolare sala da concerti di Londra)”. In realtà, la “guerra” è iniziata due giorni fa con l’entrata in vigore della messa al bando delle microplastiche dalla produzione dei cosmetici e dei prodotti per la cura personale (a luglio 2018 sarà proibita anche la vendita), un divieto che rende la Gran Bretagna primo paese al mondo a compiere questo passo (leggi anche Il Regno Unito vieta le microplastiche nei cosmetici).

 

 

Secondo il Piano Verde il Paese dovrà eliminare tutti i rifiuti plastici “evitabili” entro il 2042.  Per raggiungere l’obiettivo sono promossi una serie di strumenti, dalle leve economiche ai nuove tasse per il settore, fino alla realizzazioni di corsie interne ai supermercati dove esporre prodotti sfusi, quindi senza imballaggi. Il documento scandisce l’agenda governativa dei prossimi 25 anni ma, come hanno fatto prontamente notare gli ambientalisti britannici, le proposte non avranno alcuna forza legale e il tempo d’azione è volutamente molto diluito.

Ma per la May il nuovo Green Plan rappresenta soprattutto un modo per riconquistare gli elettori dopo le ultime burrasche politiche. “Mentre lasciamo l’Unione Europea, che per decenni ha controllato alcune delle leve più importanti nella politica ambientale, ora è il momento giusto per domandarci come progettiamo e valorizziamo il nostro palcoscenico ambientale”.

 

>>Leggi anche La Commissione Europea propone una tassa sulla plastica<<

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