• Articolo Washington, 6 marzo 2019
  • Le politiche anti-clima di Trump faranno impennare la CO2

  • Secondo uno studio la ‘climate deregulation’ attuata dalla Casa Bianca potrebbe aumentare le emissioni di carbonio degli Stati Uniti di oltre 200 milioni di tonnellate l’anno

politiche anti-clima trump

 

Le nuove politiche anti-clima trasformeranno gli USA nella nuova Cina?

(Rinnovabili.it) – Da quando è salito al potere, il 20 gennaio 2017, il presidente americano Donald Trump si è impegnato a demolire, una dopo l’altra, quasi tutte le normative ambientali statunitensi entrate in vigore nell’ultimo decennio. Unico paese ad aver dichiarato formalmente il ritiro dall’Accordo di Parigi, oggi gli USA hanno annunciato il dietrofront sui principali provvedimenti verdi dell’era Obama, riaprendo le porte alle trivellazioni offshore nell’Artico, impegnandosi ad alzare i limiti emissivi per centrali elettriche e trasporti, rimuovendo i paletti normativi imposti all’industria fossile.

 

Una ricca lista di politiche anti-clima che si ripercuoteranno, inevitabilmente, su tutto il pianeta. Secondo uno studio dello State Energy & Environmental Impact Center la progressiva “climate deregulation” attuata dalla Casa Bianca potrebbe aumentare le emissioni di carbonio degli Stati Uniti di oltre 200 milioni di tonnellate l’anno entro il 2025. “Le azioni dell’amministrazione Trump equivalgono ad arresa virtuale ai cambiamenti climatici”, si legge nel rapporto, rilasciato in occasione di una riunione dell’Associazione nazionale dei procuratori generali a Washington.

 

Nel dettaglio il documento – intitolato Climate and health showdown in the courts (pdf in inglese) – ha analizzato l’impatto della cancellazione di sei importanti regolamenti relativi ai cambiamenti climatici che il presidente americano sta cercando di rielaborare. Questi includono gli standard emissivi per i veicoli nazionali e il Piano di Clean Power per limitare la CO2 delle centrali elettriche. I sei provvedimenti forniscono, secondo gli autori del report “la più importante opportunità a breve termine per ridurre le emissioni di gas serra e combattere i cambiamenti climatici”.

 

Ma perché presentare un simile documento a dei procuratori generali? Perché gran parte dell’opposizione alle politiche anti-clima di Trump si sta combattendo nei tribunali. Oggi, riporta la Reuters, più di una dozzina di procuratori generali dello Stato, compresi quelli di Maryland, New York e Massachusetts, stanno sfidando l’amministrazione USA sulla deregolamentazione messa in atto. La California, ad esempio, sta guidando una coalizione di 21 Stati nel contestare l’abolizione degli standard emissivi per le auto; un elemento che, una volta perso, porterà da solo all’emissione in atmosfera di 16-34 milioni di tonnellate di biossido di carbonio l’anno.

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