• Articolo Madrid, 3 dicembre 2019
  • Pelosi vs Trump: lo scontro sulle politiche climatiche USA

  • “Gli Stati Uniti sono ancora presenti”, queste le parole con cui la portavoce della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, si presenta a Madrid per il vertice ONU sul Clima, sperando nella vittoria democratica nel 2020 per ridare peso politico agli USA sui temi del climate change e della sicurezza energetica.

Politiche climatiche USA

Credits: Gage Skidmore

Presente alla COP25, Nancy Pelosi rassicura i partner internazionali sulle politiche climatiche USA.

 

(Rinnovabili.it) – Nancy Pelosi, portavoce della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ha portato il suo aperto conflitto con il presidente USA Donald Trump alla COP25 di Madrid, dichiarando che il Congresso avrebbe affrontato con urgenza il tema delle politiche climatiche USA nonostante l’opposizione del presidente e il processo di revoca dall’Accordo di Parigi.

 

“Venendo qui vogliamo dire a tutti che gli Stati Uniti sono ancora presenti, queste le parole di Pelosi, riportate da Reuters, durante il ​​primo giorno di colloqui al vertice delle Nazioni Unite in Spagna. Se, quindi, da una parte Trump afferma che il rispetto dell’accordo comprometterebbe l’economia degli Stati Uniti, limitando i produttori nazionali e permettendo agli altri grandi inquinatori come la Cina di aumentare le emissioni, dall’altra parte Pelosi ha fatto sapere di stare ostinatamente guidando il gruppo dei democratici per mettere sotto accusa il presidente repubblicano, anche rispetto al delicato tema delle politiche climatiche USA.

 

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Questo è il modo con cui la portavoce cerca, di fatto, di rassicurare i suoi partner internazionali, Europa in testa, specie dopo la reazione di leader come Macron alla notizia della revoca dell’Accordo degli USA. Pelosi ha quindi affermato che la sua decisione di essere presente a Madrid, nonostante (e forse proprio in concomitanza con) le procedure di impeachment, mostra che i democratici si sono impegnati ad affrontare il riscaldamento globale come “minaccia esistenziale per l’umanità”. “La nostra delegazione”, ha continuato Pelosi, “è qui per inviare un messaggio: che l’impegno del Congresso ad agire sulla crisi climatica è rivestito di ferro”.

 

Gli Stati Uniti avevano sottoscritto l’accordo di Parigi sotto l’amministrazione Obama e i democratici vogliono ora rassicurare il resto del mondo (e probabilmente anche loro stessi) sul fatto che, in caso di vittoria delle elezioni del prossimo anno, riusciranno a riportare il loro paese all’interno dell’accordo e, soprattutto, ad avere un peso politico nello scacchiere globale della lotta ai cambiamenti climatici e della sicurezza energetica.

 

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A questo proposito, la deputata della Florida Kathy Castor, presidente della Commissione per il Clima della Camera, ha dichiarato che la commissione presenterà delle raccomandazioni sulla politica climatica USA a marzo 2020, al fine di definire un disegno di legge sui cambiamenti climatici che punti a portare le emissioni statunitensi allo zero netto entro il 2050.

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