• Articolo Bruxelles, 28 luglio 2017
  • Sempre più tesi i rapporti tra Bruxelles e Varsavia

    La Polonia deve fermare la deforestazione a Bialowieza

  • Arriva l’attesissima sentenza preliminare della Corte Europea di Giustizia, che dice stop alla deforestazione dell’ultima selva millenaria d’Europa

deforestazione

 

Svolta nella battaglia per fermare la deforestazione a Bialowieza

 

(Rinnovabili.it) – La speranza della società civile è stata premiata. Non ci sarà bisogno di attendere l’autunno, perché la Corte Europea ha emesso poche ore fa un’attesissima sentenza sul caso Bialowieza. I giudici hanno intimato al governo della Polonia di fermare immediatamente la deforestazione di questa ultima selva millenaria sul continente, oggi minacciata dalle motoseghe. Si chiude quindi con una condanna il percorso della procedura di infrazione avviato pochi mesi fa dalla Commissione Europea. Tuttavia si tratta di una misura provvisoria, perché il caso principale sollevato dalla Commissione contro Varsavia potrebbe richiedere anni.

Se la Polonia perderà la causa, potrebbe subire una multa di oltre 4 milioni di euro più le eventuali sanzioni aggiuntive, fino a 300 mila euro per ogni giorno in cui Varsavia non rispetta la decisione.

 

>> Leggi anche: L’Unesco chiede di fermare subito il disboscamento di Bialowieza <<

 

Anche per questo non vi è una motivazione allegata alla sentenza, che la Polonia non ha voluto commentare. In ogni caso, la decisione del Ministro dell’Ambiente polacco Jan Szyszko, condannata dalla Corte, sembrava palesemente sproporzionata. Triplicare il volume dei prelievi di alberi dalla foresta di Bialowieza, patrimonio dell’Unesco e patria di specie in via di estinzione, era davvero troppo. Gli alberi di Bialowieza, soprattutto querce e abeti millenari deforestazionealti fino a 50 metri, sono oggetto di un piano di disboscamenti voluto dal Ministro con la motivazione di dover combattere una infestazione del bostrifo dell’abete rosso, un parassita del legno che porterebbe alla morte delle piante. Gli attivisti, tuttavia, hanno accusato Szyszko di utilizzare la scusa del parassita per accontentare le imprese. Il tetto di 63 mila metri cubi da disboscare per il periodo 2012-2021, infatti, è stato quasi raggiunto. Così, il Ministro ha varato un decreto che porta a 188 mila metri cubi il volume di legno recuperabile dalla foresta, coinvolgendo peraltro anche piante diverse dagli abeti.

Ciò significa, secondo quanto detto dal ministro stesso, cacciatore e vicino alla lobby venatoria, che almeno un milione di alberi dovrebbe essere distrutto. Tra loro dimorano 20 mila specie animali, tra cui 250 specie di uccelli e centinaia di bisonti europei, i più grandi mammiferi sul continente, oggi sull’orlo della scomparsa.

Un Commento

  1. egidio
    Posted agosto 5, 2017 at 6:44 pm

    mi sento molto ecologista ma su alcuni punti non mi trovate in accordo con le vostre idee.
    1) l’equazione meno piante piove meno, la mia idea sul piove meno è : estraiamo petrolio dal sottosuolo e cosa và sotto al posto del petrolio (acqua….naturalmente) non vorrei essere catastrofista ma penso che dovremmo intervenire con urgenza
    chi non hà un progetto scagli la prima pietra…il mio è (x il momento solo nella mia testa) 3 postazioni dell’arpa in valtellina monitorando i dati dell’aria (possibilmente con la collaborazione del politecnico di milano),la regione lombardia come garante con dei bonus per i privati sul valore del legname tagliato.
    teleriscaldamenti a “cippato secco” nei paesi più importanti (in maniera di diminuire il consumo di gasolio)
    i vantaggi:
    minor consumo di gasolio
    boschi più puliti e funzionali
    aria meno inquinata

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